Renzo Stefanel, 'Sesso, droga e calci in bocca' - La recensione

Storie del rock maledetto: musica e trasgressione, ascesa e caduta delle divinità contemporanee

Sesso droga e calci

Sesso, droga e calci in bocca, particolare della foto di copertina – Credits: © Mug Shot / Alamy / Olycomd

Michele Lauro

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In sessant'anni di vita il rock ha alimentato un'estetica degli eccessi che non ha uguali nella storia delle arti. Nel 1977 Ian Dury, uno sfortunato ex pittore dell'Essex che portava indosso i segni della poliomielite, la immortalò in una canzone acida e ironica, dall'orecchiabile ritornello: Sex & Drugs & Rock'n'Roll. A quel tormentone (n. 5 nella classifica inglese dell'epoca) fa il verso Sesso, droga e calci in bocca, un'eccitante raccolta di 38 storie di rock e di vita assemblata da Renzo Stefanel. Dagli anni Sessanta agli Ottanta, compongono il ritratto di eroi egocentrici e strafatti, paranoici e sessuomani, trucidi e volgari, viziosi e lussuriosi, talora inclini a menare le mani. Ma quando salivano su un palco sprigionavano un'energia soprannaturale. Erano, sono, i divi della contemporaneità.

In qualità di bizzarra disfunzione della società borghese, il rock'n'roll vive in simbiosi con il peccato fin dalle sue origini. Ricordate Elvis Presley, la sua presenza scenica e la carica sensuale, l'estasi collettiva, l'adulazione del Re? Censurato dalla televisione nel lontano 1957 - con l'ordine di riprenderlo solo dalla vita in su - il suo ancheggiare fu l'annuncio di una rivoluzione culturale imminente. Pensare che tutto era cominciato addirittura vent'anni prima, quando un donnaiolo, bevitore e attaccabrighe del Mississippi, Robert Johnson, barattò l'anima in cambio di una chitarra. Il diavolo gli regalò la luce del blues, potente ma fugace come una meteora: la sua misteriosa morte a 27 anni inaugurò l'età maledetta del rock.

Renzo Stefanel mutua lo stile della narrazione orale, sicché è un attimo lasciarsi travolgere dal suo riff sparato a tutto volume. Sesso, droga e calci in bocca si legge come un libro d'avventure (immaginate di essere il passeggero della Ferrari di Keith Richards lanciata a centocinquanta all'ora nella notte) o come una suburra (ci sono sessanta ragazze nude nel soggiorno della villa di Robert Plant a Malibu, c'è la memorabile fellatio di Anita Pallenberg a bordo di una Bentley), come un guinness dei primati (quante stanze d'albergo è riuscito a sfasciare Keith Moon?) o come un manuale di occultismo (a cura di John Lennon & Yoko Ono, con le sue teorie della pulizia karmica), come un prontuario di sostanze psicotrope (incredibile l'escalation di abusi di Johnny Cash), un campionario di ossessioni (irrresistibile quella per i vegetali di Brian Wilson, che poi posò un piano a coda su otto tonnellate di sabbia), una controstoria della pop art (la strampalata tavola rotonda di Re Artù Andy Warhol al Max's Kansas City).

Merito dell'autore aver ripescato aneddoti poco noti e personaggi collaterali della carovana rock come Glenn Hughes, bassista cocainomane dei Deep Purple, nel capitolo significativamente intitolato Merda d'artista, e Nick Kent, eroinomane giornalista musicale preso di mira dai Sex Pistols nei quali aveva militato durante i primissimi mesi di vita del gruppo. O ancora Skip Spence, il genio della psichedelia californiana dal senno annegato in fiumi di LSD, che si risvegliò un giorno all'obitorio dove era stato dichiarato clinicamente morto, chiedendo un bicchier d'acqua.

Ma l'evento più oltraggioso della storia del rock rimane forse la leggendaria esibizione dei Doors a New Haven, 1967, protagonista Jim Morrison a cui è dedicata la copertina del libro con la celebre foto segnaletica. Quando il cantante fu arrestato sul palco per disturbo della quiete pubblica e resistenza a pubblico ufficiale, per le strade della cittadina si scatenò una guerriglia sedata a fatica (e con violenza) dalla polizia. Jim aveva appena finito il suo sermone nel bel mezzo di When the Music's Over, che portò a termine in un crescendo carico di tensione: "We want the whole fucking world and we want it... NOW!" Un'apoteosi di testosterone, il sigillo di quella Babilonia. Dà i brividi ancora oggi, forse perché davvero la musica è finita.

Renzo Stefanel
Sesso, droga e calci in bocca
Giunti
192 pp.,12,90 euro

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