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"Raiola, per i nemici Mino", la biografia del re dei procuratori

Sembra un romanzo la vita di Mino Raiola, eminenza grigia del calcio internazionale, raccontata molto bene nel libro di Giovanni Chianelli e Angelo Pisani

Mino-Raiola

Andrea Bressa

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Non è un campione, non fa gol, non vince campionati o coppe, eppure è uno dei più importanti e potenti personaggi del calcio. Parliamo di Carmine Raiola, per tutti Mino Raiola, procuratore al momento più famoso e forse più influente nel mondo del pallone. È una figura affascinante per la sua eccentricità e per la sua storia, ben raccontata nel libro Raiola, per i nemici Mino, scritto dal giornalista Giovanni Chianelli e dall’avvocato Angelo Pisani (edito per LOG Edizioni).

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– Credits: LOG Edizioni


Mino Raiola è una eminenza grigia del calcio, lontana però nell’aspetto dal mondo patinato a cui appartiene. Basso, tarchiato, scostante, scorbutico e trasandato nell’abbigliamento, ha dalla sua la conoscenza di ben sette lingue (italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese, portoghese e olandese), una grande fiuto per gli affari e, soprattutto, l’indubbia capacità di portarli a termine e farli fruttare.

Nato a Nocera Inferiore nel 1967, Mino emigra con la famiglia in Olanda, ad Haarlem, nel '68. I Raiola mettono in piedi un’attività, la più ovvia per degli emigrati italiani campani: una pizzeria. Fra i tavoli del locale, lavorando come cameriere, il giovane Mino impara a conoscere le persone, cosa pensano, cosa vogliono. Ma soprattutto impara come e dove far fruttare le idee, in termini economici.

Abbandonata prestissimo la carriera da calciatore nell’Harleem, ad appena 20 anni gli viene affidato il ruolo di direttore sportivo delle giovanili della sua ex squadra. Questo è il punto di partenza di una carriera strepitosa nel mondo degli affari calcistici, un trampolino di lancio che gli consente di avventurarsi nella difficile attività di procuratore, con la sua prima società, la Intermezzo. Nemmeno trentenne, grazie a un inedito accordo con il sindacato dei calciatori, riesce a diventare il rappresentante degli atleti olandesi per l'estero.

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Silvio Berlusconi, Adriano Galliani, Zlatan Ibrahimovic e Mino Raiola in tribuna al Meazza nel 2010 – Credits: Mida / ANSA / Daniel Dal Zennaro


Frank Rijkaard al Milan nel 1988, Bryan Roy al Foggia nel 1992 e Dennis Bergkamp all'Inter nel 1993 sono i primi colpacci del procuratore italo-olandese. Gli affari vanno bene, anche perché Raiola si è inventato un nuovo modo di trattare: far pagare alle società un cartellino dal prezzo ribassato (o addirittura proporre un parametro zero), così da poter arrivare a compensi maggiori per i giocatori, che fra l’altro rendono anche di più. Una formula in cui vincono tutti, club, atleti e, naturalmente, Raiola. Zeman, Moggi, Galliani, Moratti: sono numerosi i personaggi che inevitabilmente incontra e con cui ha a che fare, con esiti positivi e negativi. È Raiola che porta in Italia Pavel “Furia ceca” Nedved nei primi anni Novanta, che fa esplodere il talento e l’immagine di Zlatan Ibrahimovic. Non è un caso, del resto, che il campione svedese nella sua biografia Io, Ibra abbia riservato un grande spazio al rapporto con Raiola.

Ma non siamo qui per raccontare la storia di Mino Raiola. Per scoprirla interamente rimandiamo ovviamente al libro di Chianelli e Pisani. I due autori sono riusciti a fare un ritratto limpido, chiaro ed efficace del più potente dei procuratori. Va dato loro il merito di aver usato uno stile estremamente scorrevole e fresco, ricco di ironia. Sembra di leggere un romanzo: ma forse è perché la stessa vita di Raiola lo è.

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Raiola. Per i nemici Mino
di Giovanni Chianelli e Angelo Pisani
(LOG Edizioni)
171 pagine

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