L'occidente, secondo India, Cina e Singapore

La narrativa dell'Estremo Oriente parla di noi. E del nostro futuro prossimo. Tre libri in uscita per Isbn

"Cina, undici scrittori della rivoluzione pop", a cura di Frank Meinshausen, Isbn Edizioni

Micol De Pas

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Com’è il mondo occidentale visto da Est? Mediamente, come quello che gli abitanti di un’altra galassia possono dire del pianeta terra: diverso, lontano, ma in fondo anche molto simile al proprio, talvolta fermo a un passato che non c’è più. Così la nouvelle vague dell’estremo oriente approda nelle nostre librerie, in tre volumi editi da Isbn: India, Cina, Singapore.

Ogni libro è una raccolta di scritti selezionati tra i lavori di giovani rappresentanti della narrativa locale, per tratteggiare la vita ai tempi di oggi, all’altro capo del mondo. Facendo sempre i conti, però, con l’Occidente, gli Stati Uniti e l’Europa, a volte come modello a cui tendere, a volte come esempio di stasi passatista, ormai fuori tempo massimo.

India. Cinque racconti, tre fumetti, sei reportage, a cura di Gioia Guerzoni, è «un collage abbastanza imprevisto, un susseguirsi di incontri disposti su un percorso immaginario in un viaggio nella realtà: la storia di una donna delle pulizie, la filosofia di vita di un guidatore di risciò, un regista di porno che si ribella al colonialismo dei divi del sesso occidentali, un giovane regista costretto a sfornare brutti documentari per sopravvivere, l’incredibile comunità trans di Mumbai, un paio di jeans di marca che passa di mano in mano, studi fotografici dove ci si può inventare una nuova identità…», come scrive la curatrice nell’introduzione.

Tutti giovanissimi, quasi tutti alle prese con il primo libro e tutti pronti a svelare quell’India che si trova subito sotto la superficie (e oltre i soliti clichè). Da non perdere i fumetti, mezzo espressivo alla ribalta, anche da quelle parti.

Il volume su Singapore, curato da Massimo Coppola, raccoglie 16 racconti di altrettanti scrittori, che spiegano «cosa vuol dire vivere oggi nel Sudest asiatico, essere nel più eccitante e pericoloso laboratorio sociale del pianeta e poter guardare all’Europa e agli Stati Uniti dal punto di vista privilegiato di chi corre in avanti». Il ritmo è incalzante, procede per immagini (come in un film) e lo scenario è il futuro prossimo. A leggerli si prova la sensazione di guardare nella sfera di cristallo e scoprire cosa vorrà dire amare, lavorare e coltivare l’amicizia nel nostro continente tra qualche tempo.

Infine, Cina, Undici scrittori della rivoluzione pop a cura di Frank Meinshausen, è un affresco a più voci delle megalopoli del boom, di sesso e violenza tra Shanghai, Beijing, Nanjing e Chongqing. « Le storie contenute in questa antologia ci raccontano in modo folgorante e sincero l’Est asiatico, rivelando lo slancio incontenibile verso la ricerca della libertà che percorre la Cina neocapitalista, insieme a tutto il suo potenziale rivoluzionario e autodistruttivo», spiega il curatore, che ha selezionato autori nati tra gli anni 60 e 70, appartenenti, cioè, alla generazione post Tienanmen.

Come in un viaggio, si incontrano storie, mode, modi da vivere sulla propria pelle. O nella propria mente.

India, Cinque racconti, tre fumetti, sei reportage

Singapore, sedici racconti dall’Asia estrema

Cina, undici scrittori della rivoluzione pop

I tre volumi sono editi per Vinili, la collana di Isbn Edizioni

In libreria dal 9 maggio

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