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Quando Francis S. Fitzgerald incontrò James Joyce

L’autore del 'Grande Gatsby' si inginocchiò di fronte allo scrittore irlandese. L’episodio raccontato in un disegno firmato dallo stesso Fitzgerald

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Andrea Bressa

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Cosa succede quando un genio della letteratura incontra un altro suo grande collega, che lo venera come un maestro? Innanzitutto si crea una situazione memorabile, che rimane per sempre fissata nei ricordi dei testimoni. E talvolta può accadere anche qualcosa di divertente.

È il caso di uno storico incontro avvenuto a Parigi nel 1928, tra Francis Scott Fitzgerald e James Joyce. La cornice fu un party organizzato da Sylvia Beach, la libraia americana che aprì nel 1919 nella capitale francese la libreria Shakespeare and Company (tutt’ora esistente), un luogo famoso per essere stato un punto di incontro di numerosi grandi nomi della letteratura, come Ezra Pound, Ernest Hemingway, Gertrude Stein e, appunto, Joyce e Fitzgerald. Sylvia Beach fu, soprattutto, la prima editrice dell’Ulisse di Joyce.

Ebbene, a quella festa Sylvia Beach poté assistere davvero a una scena indimenticabile. Secondo la stessa libraia, le cui memorie si possono leggere in Shakespeare and Company (Sylvestre Bonnard), Fitzgerald adorava James Joyce, ma aveva paura ad avvicinarsi. Nel corso della serata, però, forse incoraggiato dai bicchieri di champagne, l’autore di Tenera è la notte si buttò a un certo punto in ginocchio di fronte a Joyce e, baciandogli la mano, esclamò: “Signore, come ci si sente a essere un grande genio? Sono così contento di vedervi, che potrei piangere”.

Quella scena è immortalata in un disegno che lo stesso Fitzgerald tratteggiò sulla copia di Sylvia Beach de Il Grande Gatsby (libro che tra l’altro quest’anno spegne 90 candeline).

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– Credits: Sylvia Beach

La piccola caricatura, datata luglio 1928, ritrae i partecipanti alla festa riuniti attorno a un tavolo: ai lati Sylvia Beach e l’amica e socia Adrienne Monnier, disegnate come due sirene, mentre di fronte, spostati verso destra, si vedono Fitzgerald inginocchiato accanto a un etereo Joyce corredato da aureola

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