Qelsi: questa è la sinistra italiana

C'è un sito di ispirazione liberale che "fa le pulci" alla sinistra, anche in campo giudiziario. E ora è anche un libro

sinistra-italiana

Maurizio Tortorella

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Dal 2007 Qelsi è un quotidiano di controinformazione di ispirazione liberale: con qualche interruzione e qualche tentativo di sabotaggio, visto che, partito come semplice pagina Facebook, non appena "Questa è la sinistra italiana" (questo vuol dire "Qelsi") raggiunse i 10 mila "like" venne imperscrutabilmente sospeso d'autorità dal sito.

Creato e gestito da tre giovani agguerriti, Silvia Crocchi, Riccardo Ghezzi ed Eugenio Cipolla, Qelsi si è poi trasformato in blog ed è divenuto un quotidiano online: è cresciuto nel tempo, si è rafforzato e ora è anche un saggio (Eclettica editore, 245 pagine, 15 euro), che pianta qualche accuminato paletto nel cuore di quello svampito-vampiro di verità che troppe volte è stata ed è la sinistra italiana, anche in campo giudiziario.

Qelsi fa quindi giustizia di tante falsità ormai accreditate come verità indiscutibili. Ricorda storie volutamente dimenticate, come il concreto coinvolgimento del Pci-Pds-Ds in Tangentpoli; riepiloga i guai giudiziari di personaggi come Carlo De Benedetti, già tessera numero 1 del Partito democratico; racconta il ruolo di tante "toghe rosse" e il loro neogiustizialismo di comodo, così utile per abbattere gli avversari politici.

È un'operazione coraggiosa e controcorrente. Che attacca alcuni “lati oscuri" della sinistra italiana, volutamente insabbiati perché imbarazzanti. Un saggio da leggere. Per non dimenticare.



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