Pulitzer 2013, vince Adam Johnson con un thriller in Corea del Nord

L'americano ha conquistato il prestigioso premio con il suo romanzo Il signore degli orfani, affascinante ritratto di una nazione nascosta

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Sig Gissler, amministratore del Premio Pulitzer, annuncia i vincitori dell'edizione 2013 alla Columbia University – Credits: EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images

Andrea Bressa

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Lo scrittore americano Adam Johnson si è aggiudicato il Premio Pulitzer 2013 per la narrativa. Il prestigioso riconoscimento gli arriva grazie al romanzo Il signore degli orfani (Marsilio).

Johnson ha 47 anni, vive a San Francisco e insegna scrittura creativa alla Stanford University. Ha all’attivo numerosi racconti, pubblicati su varie riviste come Esquire, Granta, Best New American Voices, The Paris Review. È uno dei pochissimi statunitensi ad aver messo piede in Corea del Nord , e grazie a questa sua eccezionale esperienza, e a sette anni di lavoro di ricerca, ha dato vita a Il signore degli orfani, ambientato proprio nella nazione che sta facendo rabbrividire il mondo.

Il protagonista del romanzo si chiama Jun Do, versione asiatica di John Doe, nome che nella cultura anglosassone indica il “signor nessuno”, l’uomo qualunque. La madre di Jun era una cantante rapita e trasferita a Pyongyang per il piacere dei potenti della capitale, il padre invece un potente e influente direttore di orfanotrofio. Crescendo, il giovane Jun si fa presto notare per coraggio e lealtà, guadagnandosi la fiducia dello Stato che gli affida l’incarico di “rapitore professionista”. Inizia così la sua avventura attraverso i luoghi più oscuri della dittatura coreana, tra giochi di potere e richieste spesso inaccettabili che arrivano dai superiori.

Jun, l’uomo comune, l’innocente cittadino, si trova coinvolto in un mondo fatto di regole instabili e ingiustizie nascoste. Solo l’amore per l’attrice Sun Moon susciterà in lui la volontà di prendere in mano la propria vita per riscattarsi.

La Corea del Nord dei giorni nostri è lo sfondo di quest’opera che si piazza fra thriller, avventura, racconto romantico e romanzo di formazione. La storia di Jun Do è il pretesto per parlare di un regime folle dalle fattezze di un regno eremita, eroso dalla corruzione e dalla crudeltà, in cui, in modo quasi orwelliano, propaganda e realtà si sovrappongono senza soluzione di continuità rendendosi indistinguibili l’una dall’altra.
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- Il signore degli orfani – Adam Johnson (Marsilio)

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