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Prometeo, in edicola il nuovo numero

Per riflettere sul tramonto dell'Occidente. E su Artemisia Gentileschi, cui sono dedicate 10 tavole illustrate.

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Gabriella Piroli

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È in edicola Prometeo, il trimestrale di scienze e storia diretto da Valerio Castronovo.

Il numero di marzo affronta un tema di particolare rilievo geopolitico, ma anche culturale ed emotivo: il tramonto dell’Occidente, un’ipotesi investigativa che numerosi autori, coordinati da Carlo Bordoni, cercano di scandagliare. Vanni Codeluppi, Helga Nowotny, Susanna Bacherini, Giuseppe Panella e Peter Wagner analizzano il tema processando criticamente alcuni elementi chiave, come la funzione dei media e lo stesso concetto di modernità. Sempre Bordoni ci offre anche un’originale rilettura del pensiero di Zygmunt Barman, il sociologo scomparso nelle scorso gennaio che ha posto alcune pietre miliari nell’interpretazione della società contemporanea.

Il numero di marzo attraversa territori molto vasti. Lo storico Jurgen Kocka analizza le tendenze in atto nel capitalismo, un sistema più mutevole di quanto non si immagini. L’antropologo Damiano Marchi ci presenta l’Homo Naledi, antenato del genere Homo che ha spostato la geografia umana dall’Africa Orientale al Sudafrica. Francesco Marroni, docente di letteratura inglese, ci mostra invece un inedito ritratto della Regina Vittoria, privatamente meno austera delle pur leggendarie rigidità vittoriane. Alessandro Curioni propone un tema straordinariamente attuale: come garantire la sicurezza delle informazioni nella Rete, un problema che coinvolge numerosi aspetti di difficile integrazione. Infine, Maria Procino ed Ernesto Di Mauro si occupano rispettivamente di memorie femminili all’interno di una cultura archivistica e di elaborazione della perdita come atto creativo.

Su Prometeo in edicola è ampia anche l’offerta di riflessioni sulla storia antica. Valeria Andò ci racconta come i lavori domestici nell’Atene classica richiamassero una sapienza che, certo metaforicamente, poteva costituire un valido esempio per risolvere i problemi della polis. Francesca Schaal si mette invece sulle tracce della Mesopotamia – e in particolar modo sulla genesi della scrittura - grazie a una mostra dedicata, a Venezia nella sede di Palazzo Loredan. Inizia proprio con Babilonesi ed Egizi la carrellata storica, a cura di Gabriella Piroli, che ricostruisce la figura del collezionista come personaggio emblematico in grado di sopravvivere e risalire tutti i secoli fino a giungere alle applicazioni artistico-digitali di oggi. E Maria Grazia Pelaia compie una passeggiata nel tempo e nella geografia per presentare come il concetto di natura sia stato interpretato, vissuto e anche modificato dalle differenti culture umane.

Da menzionare altri due contributi speciali. Il primo, di Gian-Luca Baldi, ci spiega come si compone una sinfonia; il secondo, di Giovanna Flamini, affronta un argomento delicato e ansiogeno come il processo delle metastasi in oncologia.

L’iconografico del numero, curato da Pepa Sparti, è dedicato ad Artemisia Gentileschi e offre al lettore ben dieci tavole a tutta pagina.

 

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