Primo maggio: 3 libri per la Festa dei lavoratori

Dal ricordo degli scioperi del marzo ’43, passando da un saggio di Enrico Moretti, fino al romanzo di Perissinotto, ecco tre titoli dedicati alla giornata del lavoro

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Un'immagine del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, icona moderna del lavoro dell'uomo – Credits: ANSA

Andrea Bressa

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Che lo si passi al parco, a un concerto o in casa, con amici o famigliari, ciò che conta è non dimenticare lo spirito che pervade il Primo maggio, il giorno che da più di un secolo è dedicato ai lavoratori di tutto il mondo.

Anche noi vogliamo celebrare la Festa proponendo tre titoli ad hoc, tra le uscite più recenti.

Marzo 1943. Un seme della Repubblica fondata sul lavoro – Roberto Finzi (CLUEB)

Il 5 marzo di settant’anni fa a Torino gli operai della Fiat Mirafiori incrociarono le braccia, seguiti in pochi giorni da centomila lavoratori: fu il primo grande gesto di ribellione operaia ai tempi del regime fascista, episodio che in breve tempo contagiò molte fabbriche del Nord Italia. Nel libro di Finzi, scremati gli aspetti mitici o propagandistici, si ricorda quell’evento, che ha segnato in modo profondo il successivo cammino la storia della nostra Repubblica.

La nuova geografia del lavoro – Enrico Moretti (Mondadori)

L’autore riflette sul nuovo assetto del mondo del lavoro prendendo spunto dagli Stati Uniti (dove lavora coma docente di economia, alla Berkley), paese che presenta un’economia postindustriale, basata principalmente sul sapere e l’innovazione. Il mercato del lavoro sta quindi cambiando, sia per il tipo di beni prodotti, sia per i metodi e le località in cui vengono realizzati. Cambiamenti che vanno a toccare inevitabilmente anche ambiti come l’istruzione scolastica, l’aspettativa di vita e la stabilità familiare. Una radicale ridistribuzione di impieghi e risorse, data anche dalla globalizzazione, che può far riflettere, attraverso un esercizio comparativo, con le nuove realtà e problematiche del lavoro in Europa e, nello specifico, in Italia.

Le colpe dei padri – Alessandro Perissinotto (Piemme)

Questo romanzo, uno dei dodici finalisti del Premio Strega 2013, racconta la storia dell’Italia e della grande industria degli ultimi trent’anni. La città in cui è ambientato il libro è la Torino della Fiat, da sempre simbolo del comparto industriale nostrano. Attraverso un intreccio continuo tra le vicende private del protagonista e la storia della città, Perissinotto scava nel tempo e nel vissuto degli italiani, provocando nel lettore l'emergere di memorie individuali o collettive di eventi e situazioni non necessariamente vissute in prima persona, ma che lo rendono emotivamente partecipe della storia.

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- Marzo 1943. Un seme della Repubblica fondata sul lavoro – Roberto Finzi (CLUEB)
- La nuova geografia del lavoro – Enrico Moretti (Mondadori)
- Le colpe dei padri – Alessandro Peressinotto (Piemme)

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