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Premio Strega a Paolo Cognetti: perché piace così tanto

Con 'Le otto montagne' lo scrittore ha stravinto con 208 voti. Ecco cosa lo ha reso un caso letterario

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Andrea Bressa

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Spesso si abusa del termine “caso letterario”, ma parlando di Paolo Cognetti e del suo romanzo Le otto montagne (edito da Einaudi) non sembra poi così scorretto utilizzarlo. Con quest'opera lo scrittore milanese si è aggiudicato il Premio Strega dopo essersi già aggiudicato il Premio Strega Giovani 2017, ottenendo ben 208. Al secondo posto Teresa Ciabatti con 119 voti per "La più amata" (Mondadori) e al terzo Wanda Marasco con 87 voti per "La compagnia delle anime finte'" (Neri Pozza).
Un risultato importante, ennesimo di una lunga lista, in una carriera ricca di successi e di apprezzamenti da parte di pubblico e critica. Ma perché Cognetti piace così tanto?

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Copertina del romanzo "Le otto montagne" – Credits: Einaudi

Le otto montagne

Partiamo dal libro, una storia di amicizia ambientata fra le alpi piemontesi. Le otto montagne è uscito nel novembre del 2016, ma ancora prima di toccare gli scaffali delle librerie è stato acquistato da case editrici di oltre trenta paesi nel mondo. Perché così tanto entusiasmo? Per capire nel dettaglio la portata di questo romanzo rimandiamo alla nostra recensione. Ma a grandi linee, possiamo dire che si tratta della prova letteraria più matura e riuscita di Paolo Cognetti. Chi già conosceva i suoi precedenti lavori avrà certamente individuato in questo libro il punto più alto del suo stile e del suo modo di raccontare. La sua scrittura così evocativa e precisa, capace di parlare a più livelli senza sbavare nel manierismo è in Le otto montagne restituita in modo esemplare. Riuscendo, fra l'altro, a conquistare anche nuovi lettori.

Leggi anche: Paolo Cognetti, 'Le otto montagne' - La recensione

La carriera di Cognetti

Milanese, classe 1978, Paolo Cognetti ha lavorato per anni come documentarista (nel 1999 si è diplomato alla Civica Scuola di Cinema di Milano), prima di approdare alla parola scritta nel 2004, con diverse raccolte di racconti. Vanno citati in particolare i volumi (entrambi per Minimum Fax) Manuale per ragazze di successo e Una cosa piccola che sta per esplodere, quest'ultimo Selezione Premio Fucini, Premio Settembrini e Premio Chiara. In questi lavori già si intuivano le abilità di narratore di Cognetti, peraltro da tempo a maggior frutto con l'insegnamento in diverse scuole di scrittura.

Nel 2012 fa un passo di avvicinamento al long form, con Sofia si veste sempre di nero (ancora Minimum Fax). Si tratta di un romanzo formato da racconti autonomi, che ritraggono la vita della protagonista Sofia. Anche qui Cognetti si fa notare, raccogliendo ulteriore seguito nel pubblico e nei lettori più forti. Il libro entra anche fra i finalisti del Premio Strega 2013.

Leggi anche: Paolo Cognetti, "Sofia si veste sempre di nero"


Da segnalare, a nostro avviso, anche Il ragazzo selvatico (2013 - Terre di Mezzo), una sorta di intimo diario di viaggio dove racconta i suoi periodi da eremita sulle montagne.

Cognetti ha all'attivo anche interessanti lavori di saggistica dedicati alla sua grande passione per la letteratura americana: New York è una finestra senza tende (Laterza) e Tutte le mie preghiere guardano verso ovest (Edt).


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Le otto montagne
di Paolo Cognetti
(Einaudi)
199 pagine

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Uno scrittore in baita, a tu per tu con la parte sconosciuta di sé. Al posto delle parole, il legno e la pietra. Al posto delle persone, animali timidi e silenziosi. Vicino al respiro delle cose, Paolo Cognetti pubblica i suoi appunti in un singolare Quaderno di montagna.

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