Chiara Degl'Innocenti

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Quest'anno il premio Nobel per la Letteratura 2016 è stato accolto con un'ovazione. Al nome "Bob Dylan" la sala si è scaldata. Si è accesa come a uno dei suoi concerti.

"Spero non ci siano critiche per questo premio", ha detto Sara Danius, segretaria permanente dell'Accademia Svedese, che ogni anno assegna il Nobel. Potrebbe sembrare un atto rivoluzionario "ma se si guarda indietro a 2500 anni fa - ha detto la scrittrice - si incontrano poeti come Omero o Saffo che scrissero testi che dovevano essere interpretati o ascoltati anche con l'accompagnamento di strumenti musicali. Lo stesso accade con Bob Dylan. Noi leggiamo ancora Omero e Saffo e ci piacciono, anche Dylan può e dovrebbe essere letto oggi, perchè è un grande poeta".

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Affermazioni che non si discostano dalla motivazione ufficiale per cui è stato assegnato il premio per la Letteratura proprio al cantautore.

Dylan "ha creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana". "Scrive poesia per le orecchie, ma è del tutto corretto leggere il suo lavoro come poesia - aggiunge Sara Danius che lo definisce "un grande poeta della tradizione in lingua inglese, un esempio meraviglioso e molto originale di quella tradizione. Per 54 anni è stato attivo e ha reinventato se stesso costantemente, creando sempre nuove identità".

Secondo la docente universitaria e saggista svedese "se si vuole iniziare ad ascoltare o leggere la sua poetica si potrebbe partire da Blonde on Blonde, album del 1966 che contiene molti classici ed è uno straordinario esempio del suo brillante modo di mettere insieme i versi e della sua visione delle cose"

Nessuna delusione dunque per chi era favorito ma è rimasto senza riconoscimento perché la leggenda Dylan, 75 anni "suonati" bene, ha sempre espresso nei suoi versi tutta la forza di un simbolismo intramontabile. Come solo un vero artista sa fare. Perché da narratore che scrive brani bellissimi ha saputo creare storie nuove e canzoni senza tempo.

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In Dylan si uniscono l’arte della parola, della musica, della voce che fuse insieme si trasformano in un passepartout capace di aprire la mente e il cuore. Influenzato dai poeti che ha letto in giovane età, come Elliott, Rimbaud, Ginsberg, ogni sua canzone diventa un viaggio anche nella letteratura. Un lungo cammino che va dal Nord al Sud degli Stati Uniti, dal Minnesota (dove lui è nato) a New Orleans, attraverso l’autostrada 61.

Nel 1996 viene indicato all'Accademia Reale Svedese come meritevole del prestigioso riconoscimento e a quella prima candidatura se ne aggiungono via via altre. Come quella del 2000, l'anno in cui il suo nome viene fatto ancora come possibile candidato. Fino ad arrivare ad oggi, 13 ottobre, il giorno della morte di un altro grande della letteratura, il Nobel Dario Fo.

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