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Premio Nobel per la letteratura 2017 a Kazuo Ishiguro

Allo scrittore giapponese il riconoscimento per aver "riscoperto l'abisso che si nasconde dietro l'illusione di connessione con il mondo"

Kazuo Ishiguro

Il premio nobel per la letteratura 2017 Kazuo Ishiguro – Credits: Ian Gavan/Getty Images

È stato assegnato a Kazuo Ishiguro il Premio Nobel per la Letteratura del 2017.

Ishiguro, giapponese naturalizzato britannico, classe 1954, è autore di numerosi romanzi tra cui Un artista del mondo fluttuante, Non lasciarmi e Il Romanzo sepolto con cui è tornato in libreria nel 2015 dopo anni di silenzio. 

Il Premio è stato assegnato perché Ishiguro "nei romanzi dalla grande forza emotiva, ha riscoperto l'abisso che si nasconde dietro la nostra percezione illusoria di connessione con il mondo" ha indicato la giuria di Stoccolma.

Tra i candidati c'era anche l'italiano Claudio Magris che però non ce l'ha fatta.

LA VITA DI KAZUO ISHIGURO

Nato nel 1954 a Nagasaki, in Giappone, Kazuo Ishiguro vive dall'età di sei anni in Gran Bretagna. Nel 1978 si laurea in letteratura e filosofia all'Univesity of Kent e nel 1980 consegue un master in scrittura creativa all'University of East Anglia. Due anni dopo, nel 1982, ottiene finalmente la cittadinanza britannica e pubblica il suo primo romanzo, intitolato Un pallido orizzonte di colline (Einaudi).

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Copertina di 'Un pallido orizzonte di colline', primo romanzo di Ishiguro – Credits: Einaudi

Con i suoi romanzi, racconti e sceneggiature si è imposto fra gli anni Ottanta e i Duemila come uno dei più importanti, celebri e apprezzati autori britannici in circolazione. In carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui il prestigioso Officer of the Most Excellent Order of the British Empire (nel 1995) e un Man Booker Prize, il più importante premio letterario dedicato alla letteratura in lingua inglese, ottenuto nel 1989 con il romanzo Quel che resta del giorno (Einaudi – da cui l'omonimo film del 1993 diretto da James Ivory, con Anthony Hopkins ed Emma Thompson).

Ishiguro vive a Londra con la moglie Lorna MacDougall, un'assistente sociale sposata nel 1986. I due hanno una figlia di nome Naomi.

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– Credits: Einaudi

INGHILTERRA E GIAPPONE

Nonostante le sue origini, e il fatto che abbia voluto ambientare i primi suoi due romanzi in Giappone, Ishiguro non è assolutamente da considerare un autore giapponese. È a tutti gli effetti un esponente della letteratura inglese, capace però di restituire uno sguardo sul mondo e uno stile narrativo originali e rari, dovuti proprio, anche, alle influenze provenienti dalla sua famiglia.

Parlando di questo tema in un'intervista di anni fa su Bomb Magazine, Ishiguro ha affermato: “Non sono completamente come gli inglesi, perché sono stato cresciuto da genitori giapponesi in un ambiente domestico di lingua giapponese” aggiungendo poi “Ho dunque radici distinte. Penso differentemente, la mia prospettiva è sottilmente differente”.

Interessante anche il suo pensiero riguardo alla propria doppia identità culturale, una riflessione che sembra toccare temi particolarmente attuali: “I pezzi non si separano chiaramente. Finisci per essere una stramba miscela omogenea. Questo diventerà più comune nella seconda parte del secolo – persone con ascendenze culturali miste, e un miscuglio di sfondi razziali. Così va il mondo”

A conferma di una certa influenza del suo retaggio giapponese nel proprio stile, c'è chi sottolinea un diffuso senso di rassegnazione malinconica orientata al passato, che si può spesso rintracciare nei romanzi di Ishiguro. Di frequente i suoi personaggi finiscono per accettare il proprio passato e ciò che sono diventati, scoprendo che tale “illuminazione” è in grado di portare conforto ma anche una sottile angoscia mentale. Tutto ciò sembra richiamare un tipico concetto della cultura giapponese chiamato mono no aware, ossia quella particolare partecipazione emotiva (pathos, sensibilità, empatia) di fronte alla realtà, con una punta di nostalgia data dalla natura mutevole delle cose.

Parte della critica accosta Ishiguro a Salman Rushdie, per la sua tecnica narrativa e per il suo linguaggio. Ci sono diverse opere, come Quel che resta del giorno e Quando eravamo orfani, che vengono indicate come dei richiami ai lavori di Jane Austen. Ma Ishiguro ha sempre rifiutato tali parallelismi, indicando fra le sue influenze autori molto differenti, come Marcel Proust e Fëdor Dostoevskij.

ISHIGURO E LA MUSICA

Da giovane Ishiguro aveva un altro tipo di ambizione: voleva diventare un musicista. Dopo il liceo prese infatti un anno sabbatico, viaggiando fra Stati Uniti e Canada. In questo itinerario scrisse canzoni, suonando in vari club e mandando delle demo a diversi studi di registrazione, ma con scarsi risultati.

Nel suo curriculum, però, c'è anche un nutrito elenco di brani scritti per la cantante jazz americana Stacey Kent, contribuendo a realizzare i testi per gli album Breakfast on the Morning Tram (2007) e The Changing Lights (2013). Non solo: sempre per la Kent ha composto le musiche per il disco In Love Again, del 2003. Proprio queste esperienze, ha ammesso lo stesso Ishiguro, hanno influenzato alcuni tratti dello stile dei suoi romanzi successivi.


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