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"E poi cominciatti a fa' l'attore", la biografia di Bombolo

Autorizzata dalla famiglia, rievoca Franco Lechner, attore per caso che diede vita a uno dei personaggi iconici dei b movie anni '70

E poi cominciatti a fa' l'attore

Particolare della copertina del libro "E poi cominciatti a fa' l'attore" – Credits: Ad Est dell'Equatore

Franco Lechner moriva a 55 anni nel 1987, ma il suo Bombolo dalla faccia da schiaffi sopravvive ed è personaggio iconico dei b movie italiani degli anni '70. Eli Roth, l'attore americano tra i protagonisti di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, stupì tutti qualche anno fa dichiarando di non aver avuto difficoltà a parlare italiano nel film perché aveva studiato la lingua "in un'accademia veramente esclusiva: la scuola di Bombolo. Ho visto Nando Cicero, W La Foca, ho studiato i più grandi attori della storia del cinema italiano, Bombolo, Alvaro Vitali, Lino Banfi, Lando Buzzanca. Tsé tsé". E chiuse con: "Volevo incanalare lo spirito di Bombolo in quell'unico gesto. Viva Bombolo! Tsé tsé".

Una divertente sorpresa, una delle tante nella vita di Franco Lechner, di cui esce ora la prima la prima biografia autorizzata dai famigliari. Si chiama E poi cominciatti a fa' l'attore e mai titolo fu più adatto perché, come raccontava Lechner stesso, la carriera cinematografica per lui fu davvero una sorpresa, un puro caso.

Venditore ambulante di piatti al mercato di Trastevere a Roma, fu scoperto da Pierfrancesco Pingitore e Mario Castellacci al ristorante Picchiottino dove spesso pranzava dopo il solito giro per il centro di Roma a vendere la sua mercanzia tirandosi dietro il carrettino. "Scusi, ma quello chi è?" avevano chiesto i due a Picchiottino. "Quello è Franco, è del quartiere...". Gli mostrarono il loro interesse per le sue innate capacità recitative e gli lasciarono un biglietto con un numero di telefono. Franco lo mise in tasca senza dargli molto peso. "Il cinema? L'attore? Ma chi l'ha fatto mai... Io me ne vado cor carettino chè è mejo...".
Debuttò al cinema e poi al Salone Margherita a 40 anni suonati. 

278547Il libro parte da un'intervista esclusiva raccolta in Florida con Tomas Milian, compagno di Bombolo e di tante "pizze" in viso; procede con testimonianze altrettanto esclusive di Pierfrancesco Pingitore, Maurizio Martufello, Marina Marfoglia, Riccardo Modesti, Lino Patruno, Mario Donatone, Gianni Principessa e tanti altri. Oltre ai ricordi dei colleghi e degli amici artisti ci sono i racconti, le fotografie, i documenti inediti offerti dalla famiglia Lechner: dalla moglie Regina ai figli Alessandro, Stefania e Daniela. 
Firma la biografia (edita da Ad Est dell'Equatore, pagg. 168) il trentanovenne Ezio Cardarelli, che nella vita fa il poliziotto, come Nico Giraldi, il personaggio tante volte interpretato da Milian che tanto somiglia a Er Monnezza.

La prefazione è di Marco Giusti, critico cinematografico e fan di Bombolo. "Lo avevo adorato sia come Venticello nei polizieschi con Tomas Milian diretti da Bruno Corbucci sia nei grandi film di Pippo Franco diretti da Pier Francesco Pingitore, come Il casinista e L'imbranato, autentici capolavori del genere, dove fa il cognato di Pippo, cattivo come pochi col protagonista", dice Giusti. "Un libro sulla vita e le opere di Bombolo? Certo che ne abbiamo bisogno. Perché non ci sarà mai più un altro Bombolo nel cinema italiano. E ci mancano le sue battute al punto che già a leggerne di nuove in questo libro ci esaltiamo. Il fatto è che Bombolo non era esattamente un attore, era qualcosa di reale, di pesantemente vitale e scatenato, precipitato nel pieno del teatro e del cinema comico italiano degli anni '70 e primi '80. Come un meteorite. Quando arrivò sui nostri schermi, fra tv e cinema, lo riconoscemmo subito: in quel tipo di cinema, si muoveva meglio di tutti. Tra gli ultimi caratteristi italiani è un gigante, fisico e voce impensabili per qualsiasi altro cinema che non sia quello italiano più sporco e sudato. Con una voce inconfondibile e facilmente imitabile dai ragazzini è il caratterista più amato dal pubblico romano. Sempre sudato, coi capelli alla bebè come Oliver Hardy, una sola espressione in viso, pronto al pianto isterico e alla battuta pesantissima, più che una spalla per Tomas Milian-Monnezza, Pippo Franco e Cannavale, Bombolo è la presenza piu' sincera della romanità nel nostro cinema e la verifica che questo cinema èfatto di volti e di voci. Senza Bombolo, Pippo Franco non è più lo stesso, e nemmeno Milian-Monnezza".

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