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Il "ciclista fantasma" di Piero Chiara

"Lo Zanzi, il Binda e altre storie su due ruote" è una divertente raccolta di scritti in cui il narratore luinese racconta a suo modo lo sport del pedale

Augusto Zanzi, ciclista dei tempi eroici, guida il gruppo sul pavé: è l'immagine di copertina della raccolta di scritti "sportivi" di Piero Chiara.

Affabulatore di professione, Piero Chiara non esitava a raccontare storie (del lago Maggiore, s'intende) anche per cavarsi d'impiccio da situazioni difficili. Accadde anche nel 1968, quando Chiara fu chiamato a seguire il Giro d'Italia per la Rai andando in onda dagli studi di Roma alle 13.30 in punto, mentre il compunto Paolo Frajese seguiva la gara dalla moto: poiché gli inconvenienti tecnici erano all'ordine del giorno, per scongiurare impietosi "buchi" nella diretta Piero Chiara si inventò un fantasma di un corridore d'altri tempi (tale Zanzi Augusto), che a suo dire gli pronosticava l'andamento delle tappe successive.

Nel Paese dove la dietrologia è un'arte, quando però le previsioni dello Zanzi (arricchite dalla fantasia di Chiara) iniziarono a dimostrarsi esatte, sul conduttore, sulla Rai e sullo stesso Giro iniziarono ad addossarsi sospetti di illecite combine... Lo scrittore fu così costretto a sospendere le divinazioni, non rinunciando però al colpo di scena finale: alla conclusione della corsa, ospitò infatti in diretta Tv Zanzi Augusto in persona, rivelando che non era affatto un fantasma, ma un ex ciclista (detto "Stravaca" per la scomposta posizione in sella) divenuto poi titolare di un'officina dalle parti di Luino e co-fondatore del Velo Club Varese. 

Sulla scia di Chiara, lo Zanzi Augusto fu così bravo a raccontare e raccontarsi, portando anche in studio diverse immagini di quei tempi eroici (una è quella che vedete qui sopra e che vede lui alla guida del gruppo), da far dimenticare al pubblico l'intera "presa in Giro" e da fornire poi al suo riscopritore lo spunto per scrivere "Lo Zanzi Augusto" per la raccolta "Cento anni di ciclismo", pubblicata nell'ormai lontano 1985.

Il racconto è stato oggi recuperato da Alberto Brambilla in "Lo Zanzi, il Binda e altre storie su due ruote": una breve ma intensa miscellanea di lavori sul ciclismo dello scrittore luinese, in cui - accanto a quella sulla Zanzi - compaiono anche le testimonianze degli incontri del narratore con "il Campionissimo" (ovvero Alfredo Binda, conterraneo e idolo giovanile di Chiara) e con un più che taciturno Felice Gimondi... 

Una raccolta da assaporare pagina per pagina, in attesa che - seguendo l'esempio di Alberto Brambilla - altri "archeologi" della letteratura scovino altre perle nella vasta produzione che Piero Chiara consegnò durante la sua carriera letteraria non ai tipi degli editori ma alle redazioni di giornali e giornaletti vari. 

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