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Il Piccolo Dizionario delle malattie letterarie

Le diagnosi di Marco Rossari per gli inguaribili amanti della letteratura

Il piccolo dizionario delle malattie letterarie

Giulio Passerini

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“Legga pagina 33” vi ordina il dottore, e voi leggete. Il responso? Bukowskite, Gomorrea, Borgesismo. Che sollievo dare un nome ai nostri sintomi! Sembra già di guarire un po’. Da oggi arriva Il piccolo dizionario delle malattie letterarie, il prontuario di Marco Rossari edito da Italo Svevo Edizioni (sempre una garanzia, il grande malato). Mai più diagnosi in ritardo, mai più derive croniche, addio malasanità. Finalmente potremo diagnosticare le mille subdole forme della passione letteraria prima che sia troppo tardi.  

Un'operazione a vivo
Scrive nella preazione Edoardo Camurri: ‘tutto questo librino, dall’inizio alla fine, tutto, era già nella testa dell’intellettuale collettivo da anni’. Vero. Ma io aggiungerei anche nei polmoni, corrotti dalle troppe sigarette, nel fegato, marcio per il troppo alcol, nel colon, guastato da orribili rinfreschi improvvisati, e nel gomito del tennista da tastiera.

E insomma, secondo Camurri, Marco Rossari si è preso la briga ‘di entrare nella testa del policefalo letterario con un trapano e da lì ha estratto il librino’. E bene gli è finita al policefalo letterario (o male, a seconda dei punti di vista), che ancora deambula e produce nonostante la feroce operazione, incurante dei sintomi che appresso si porta.

Malati ben poco immaginari
Ma ora basta parlare di Camurri, torniamo alle malattie. Soffrite di pigrizia cronicamente sentenziosa? Inequivocabile sintomo di Aforisma, forma grave di Haiku (‘persistente singhiozzo davanti alla bellezza del cosmo’). Ma meglio morire aforisti che vivere malati di Anacoluto, terribile ‘affezione di ceppo emiliano che, in nome dell’antintellettualismo, spinge il paziente a scrivere come un bambino di sei anni’.

Ce n’è anche per gli schizofrenici, si veda alla voce Zuckerman [trauma di], reazione che più porta a romanzare la propria vita, più spinge a negare che sia così, o Autofiction, morbo di derivazione francese (chi ha memoria intenda) che spinge a confessare la verità spacciandola per finta ma usando nomi veri, onde creare inutile confusione. Se vi beccate il BDS (Blocco Dello Scrittore), bravi voi, siete in ripresa. Forse con qualche strascico di Bibliografia (‘decorso del morbo’), s’intende.

Un ipocondriaco di talento
Da bravo ipocondriaco, Rossari sa di essere malato sul serio. Malato di letteratura e di libri, malato terminale, anzi malato già morto, il corpo donato alla scienza. Questo Piccolo dizionario è il referto della sua autopsia. Cosa aspettarsi d’altronde dall’autore di un libro come L’unico scrittore buono è quello morto? Furbo Rossari, davvero furbo. E bravo anche. 

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