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Perché Arthur Miller non andò al funerale di Marilyn Monroe

L'Università del Texas ha acquisito l'archivio privato del celebre scrittore americano: documenti, bozze e inedite rivelazioni

Marilyn-Monroe

Andrea Bressa

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L'Università del Texas, ad Austin, colpisce ancora: dopo l'acquisizione e la pubblicazione dell'archivio di Gabriel García Márquez, l'ateneo statunitense ha messo mano anche su quello di Arthur Miller. Una collezione rimasta nascosta per decenni nel deposito del Ransom Center dell'Università del Texas, che ora ne è diventata proprietaria dopo aver sborsato agli eredi dell'autore di Morte di un commesso viaggiatore ben 2,7 milioni di dollari (vincendo la concorrenza di Yale). Nelle 160 scatole che compongono l'archivio vi sono centinaia di documenti, manoscritti, quaderni, appunti, foto e lettere inedite, che rappresentano un inestimabile patrimonio per gli studiosi di letteratura di tutto il mondo.

LA PRIMA SCOPERTA: PERCHÉ MILLER NON È ANDATO AL FUNERALE DI MARILYN MONROE

Fra queste carte comincia ad emergere qualcosa di interessante riguardo la vita dello scrittore, che ha già destato non poche curiosità da parte dei media all'estero. Parliamo della confessione di Arthur Miller sul perché decise di non partecipare, l'8 agosto 1962, al funerale della ex moglie Marilyn Monroe (con cui è stato sposato dal 1956 al 1961). Si tratta di un breve saggio rimasto inedito, scritto pochi giorni dopo l'ultimo saluto alla diva.

Arthur-Miller

Arthur Miller - 15 gennaio 2018 – Credits: Mida / ANSA / J.M.Garcia / PAL

Nel testo Miller spiega che "al posto di volare da New York a Los Angeles per farmi fotografare, ho deciso di rimanere a casa e lasciare che tutte quelle persone in lutto finissero da soli la beffa. Non che siano tutti falsi, ma la maggior parte di loro ha contribuito a distruggerla [Marilyn]". L'autore si riferisce chiaramente allo star system di Hollywood, che con le sue controverse dinamiche ha, secondo Miller, minato fatalmente l'equilibrio dell'attrice.

MA C'È ANCHE DI PIÙ

C'è anche molto altro ovviamente. Nell'archivio si trovano le bozze dei drammi Erano tutti miei figli (1947), Morte di un commesso viaggiatore (1949), Il crogiuolo (1953) e Uno sguardo dal ponte (1955). Il Times parla di 322 piedi di materiale (circa 98 metri). Ci sono anche più di 50 quaderni su cui l'autore ha appuntato idee, bozze, frammenti di dialoghi e riflessioni sulla vita, raccolti dagli anni Quaranta fino alla sua morte, avvenuta il 10 febbraio 2005.

Un altro corposo archivio di Miller è però ancora nascosto. Circa 8mila pagine di diari personali sono al momento conservati nel ranch appartenuto all'autore, a Roxbury, nel Connecticut, ora nelle mani della figlia Rebecca. Materiali inediti che sono accessibili solo a pochi intimi amici della famiglia Miller.

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