'Per quel che mi riguarda sono sempre innamorato' di Sandro Settimj

Dell’apprendistato erotico-sentimentale del maschio moderno

Settimj, Per quel chemi riguarda sono sempre innamorato

Sandro Settimj, Per quel che mi riguarda sono sempre innamorato (particolare della cover) – Credits: Mondadori

Valeria Merlini

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Mi piace sempre pensare al momento intimo in cui si trova un uomo (o donna che sia) mentre butta sulla carta le sue impressioni, i suoi pensieri legati alle emozioni di questa o di quella situazione. E mentre se la ride scrivendone.
Mi piace pensare a cosa deve provare uno scopritore di talenti mentre riceve plichi di bozze e tra le mille ne sceglie uno che sin dalle prime righe riesce a catturare la sua attenzione. Questo deve essere accaduto con la fortunata donna dalle “mani giuste” in cui è stato consegnato il manoscritto che lo ha prima letto e poi deciso che sarebbe stato “il romanzo d’esordio di Sandro Settimj”.

Mentre leggevo la prima pagina di questo romanzo ho pensato “beffardo il modo di introdurre il dialogo tra lui e il dottore…”.
Il dottore in questione è un non ben definito psi-tuttofare dal tono decisamente fastidioso. Provocante e provocatorio ha il compito di condurre Ugo, il nostro eroe, lungo il cammino della sua vita alla scoperta del vero uomo che settimanalmente occupa quel divano-lettino.

La terapia che Ugo intraprende non è parlata, ma scritta. Ogni settimana porta infatti al dottore un racconto della sua vita in cui la protagonista principale è sempre una “lei” (in carne ed ossa, ma anche una principessa delle fiabe). Che mette Ugo spalle al muro, quando lo desidera a tutti i costi, o lo mette in fuga quando si tratta di andare più a fondo.

“Fiabe e realtà vivono sullo stesso piano. Usano solo lingue diverse”.

Da un’amica d’infanzia, alla compagna di studi dell’università, alla vicina di casa, alle donne incontrate nel periodo in cui ha deciso di fare l’animatore nei villaggi turistici, al vero grande amore. Tutte normalmente assurde.

Una dopo l’altra si susseguono le “sue” donne, i suoi mestieri disseminati di avventure, i ritorni in una cantina-casa impensabile da visitare figurarsi da vivere. In questo viaggio che è la vita di Ugo assistiamo alla sua personale crescita, da ragazzo a uomo consapevole. Che non smetterà di credere alle favole.

Artefice del miracolo non il psi-dottore, non una medicina miracolosa. Non la vita stessa con i suoi insegnamenti e le sue batoste, ma la figura costante del nonno. Presenza muta ma saggia, come solo un nonno dovrebbe essere. Presenza familiare e rassicurante fino alla fine. In cui una semplice storia, la storia di un bacio (come nella migliore tradizione fiabesca) a dissipare tutto il resto scioglierà finalmente quello che fa annaspare Ugo nel buio.

“(…) la vita non è necessariamente triste. Dipende solo da come la leggi”.

Per quel che mi riguarda sono sempre innamorato (Mondadori) è il romanzo di formazione sentimentale ironico e disarmante che fa ridere, pensare all’amore e ricorda l’umorismo di Woody Allen e di Diego De Silva.

Per quel che mi riguarda sono sempre innamorato
di Sandro Settimj
Mondadori, 2014
(180 pagine)

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