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Pasini, Crisi d'identità

Un manuale per chi vuole imparare le regole fondamentali della costruzione della visual identity

Pasini, Crisi d'identità, Zandegù 2016

Matilde Quarti

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Il manuale Crisi d’identità, di Roberto Kalamun Pasini (Zandegù 2016), si rivolge a tutti coloro che sono in procinto di muovere i primi passi nel mondo della grafica e della comunicazione, per passione o per necessità.
A chi non è mai capitato di incappare in campagne di comunicazione visivamente disastrose? Di imbarazzarsi davanti a battute infelici e ammassi di frasi in Comic Sans posizionate disordinatamente? Di inorridire trovando foto tagliate male e accostamenti di colori buoni soltanto per una festa di Halloween?
Per non rischiare di fare errori simili, magari nella promozione della propria piccola azienda, è bene imparare alcune regole fondamentali. Questo è quello che si propone il manuale di Pasini: offrire una breve ed essenziale panoramica su come impostare la visual identity del proprio brand.

Visual identity: una necessità
Bando alla paura degli inglesismi, il mondo della grafica ne è pieno! A cominciare proprio da visual identity, ovvero l’insieme di linee guida che determinano l’estetica dell’azienda.
Ma a cosa serve costruirsi una visual identity coerente? Ce n’è davvero bisogno? La risposta a queste domande, a parte per i pochi casi evidenziati da Pasini stesso, è sì, a meno che non si voglia dare un’immagine confusa e poco chiara del proprio brand. Infatti, attraverso elementi come il logo aziendale, i colori e le forme su cui impostare la grafica di un sito internet o di una campagna stampa, o ancora l’impaginazione di una newsletter, si comunica un preciso messaggio al potenziale cliente. E non c’è niente di peggio che dare un’impressione sbagliata o poco seria del proprio lavoro.

Forme e colori per comunicare
Il modo più semplice per cominciare? Strutturare una mood board, ovvero una raccolta di suggestioni e immagini, a carattere totalmente privato, dalla quale lasciarsi ispirare per costruire passo dopo passo un’identità definita.
Fondamentale è anche imparare a riconoscere le sensazioni trasmesse da forme e colori. Un esempio semplice? Per esprimere eleganza e professionalità si tenderà a usare il blu, non il rosa, che richiama invece un universo più romantico. Certo, ci sono sempre le eccezioni, perché gli elementi grafici che vanno a comporre una pagina di testo, una pubblicità, o un logo, sono svariati e, di fatto, il messaggio finale è costituito da un insieme di accorgimenti di vario tipo.

Dalle forme ai colori, dai colori alle immagini. Se si pensa di corredare un sito o una newsletter con delle foto è meglio cercare di mantenere uno stile coerente. Solo architetture, senza persone, ad esempio, oppure solo oggetti in primo piano scontornati su sfondo bianco. Solo foto in bianco e nero o solo foto con colori saturi. Sono tutte ipotesi, e si potrebbe pensare a decine di altre soluzioni, ma ciascuna di esse indica un orientamento ben preciso su cui è bene riflettere in anticipo.

Nel manuale di Pasini si trovano questi ed altri accorgimenti per cominciare a muoversi nel vasto mondo della grafica, compresi consigli sui migliori tool da utilizzare, sui siti a cui far riferimento e, cosa più importante, su quali errori bisogna assolutamente evitare nella costruzione di un’immagine promozionale.
Crisi d’identità è un manualetto snello, particolarmente indicato per quei freelance e quei piccoli imprenditori che si trovano a dover imparare i rudimenti dell’autopromozione, di cui la grafica è elemento essenziale.

Roberto Kalamun Pasini
Crisi d’identità
Zandegù, 2016
207 pp., 9,99 euro

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