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'Parlami di battaglie, di re e di elefanti' di Mathias Énard

In un libro il sogno d’un incontro possibile anche se mancato fra Michelangelo e l’Oriente

Credits: Isolde Ohlbaum/laif tipsimages

In rotta con Giulio II, papa guerriero e cattivo pagatore, Michelangelo Buonarroti accetta l’invito del sultano Bajazet II e sbarca a Costantinopoli per progettare un ponte sul Corno d’oro. È il 13 maggio 1506: ha un mese in tutto per disegnare e avviare il cantiere, alla faccia di Leonardo, il cui progetto è stato rifiutato 20 anni prima. Ma l’atmosfera odorosa di spezie della città sul Bosforo, coi suoi richiami esotici, è colma di segreti e di pericoli. Tra elefanti e daghe insanguinate, l’avventura si tinge di nero…

Perché leggerlo
Con uno stile limpido e preciso, ma scaldato dall’amore per il racconto, Énard narra il sogno d’un incontro possibile anche se mancato fra Michelangelo e l’Oriente. Su un’esile ma non inesistente base documentale, la sua storia s’intreccia con una storia più grande, resa anche più vera dall’invenzione.

Parlami di battaglie, di re e di elefanti di Mathias Énard
(Rizzoli, 188 pagine, 12 euro)

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