"Viaggio in America" di Oriana Fallaci

Il Paese a stelle e strisce, quello impaziente e contraddittorio degli anni Sessanta, negli articoli che la giornalista toscana scrisse per L'Europeo, raccolti in libro da Rizzoli

Oriana Fallaci, 1963 – Credits: Ansa

Simona Santoni

-

La conosceva bene Oriana Fallaci l'America, terra di sogni e speranze che scelse per abitarci all'inizio degli anni Novanta e da cui visse, nel suo villino nell'Upper East Side di Manhattan, l'attacco alle Torri Gemelle. 

Era il 1955 quando si recò per la prima volta a New York, tornandoci successivamente tante volte. Dieci anni dopo la giornalista scrittrice decise di trasferirsi lì e, con un tono lieve e brillante, raccontò per L'Europeo la vita quotidiana di una donna in un mondo dove le dimensioni delle cose acquistano a volte un aspetto mostruoso per chi è abituato a usare il metro italiano. Insieme alle tante facce della città, nei suoi report alternava straordinari ritratti di attori e divi descritti sempre con uno sguardo disincantato e fresco.

Ora Rizzoli raccoglie nel libro Viaggio in America questa serie di articoli in cui Fallaci racconta il Paese a stelle e strisce degli anni Sessanta, quel luogo impaziente "che non si affeziona mai a nulla, cambia sempre indirizzo, si stacca senza dolore da tutto: genitori, figli, coniugi, case, paesaggio".

Partendo da sé racconta l'America ma anche quell'Italia ancora provinciale che attendeva ansiosa i suoi resoconti da Oltreoceano. La giornalista toscana regala al lettore istantanee che ritraggono l'essenza della società americana, fuggevolmente lanciata in una spasmodica "conquista dell'oro" e della comodità. Dalle case minuscole di New York alle piscine assolate di Los Angeles, da sola o accompagnata on the road da Shirley MacLaine, a colloquio con la cameriera o con Zavattini e Pasolini, gli Usa sono una continua scoperta: l'atteggiamento è quello di chi accetta anche di essere smentito, perché in America si deve sempre esser pronti ad accogliere quel qualcosa "che capovolge ogni tuo convincimento, ogni tua certezza".

"Dell'America mi piacciono i western, i ponti, i biondi, la Costituzione, sebbene sia spesso dimenticata, il roast-beef che qui lo cuociono bene", scrive Oriana. "E poi mi piace il garbo delle telefoniste che qui non sono villane, mi piace il sorriso con cui i poliziotti del Kennedy Airport mi dicono tutte le volte che torno a New York: 'Welcome home', benvenuta a casa. Capisci? Sanno benissimo che la mia vera casa non è a New York, è a Firenze, eppure quando rientro mi dicono: 'Welcome home'".

Viaggio in America
Oriana Fallaci
Rizzoli
309 pagg., 19 euro

oriana-fallaci-viaggio-america_emb4.jpg
© Riproduzione Riservata

Commenti