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‘Non c’è gusto senza te’ di Gloria Brolatti e Edy Tassi. L’intervista

Quando il cioccolato scioglie l’attrazione in amore

Non c’è gusto senza te di Gloria Brolatti e Edy Tassi

Valeria Merlini

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Scrivere un romanzo non è semplice di per sé (a meno di non possedere il dono della velocità coniugato alla perfezione della storia), ma scrivere un romanzo a quattro mani è ancora più ingarbugliato.
Non per Gloria Brolatti e Edy Tassi che, in soli tre mesi, hanno sfornato (è proprio il caso di dirlo) un romanzo dal sapore di cioccolato e dal profumo dell’amore.

Non c’è gusto senza te (Harper Collins Italia) nasce infatti dal connubio di Gloria e della sua passione per la cucina e dalla penna di Edy, già impegnata in precedenti romanzi dal risvolto più “piccante”.

La storia alla base di questo libro è senz’altro la passione per la cucina, da due diversi punti di vista: quello dello chef algido e ossessionato dalla perfezione artistica (si scoprirà il perché di una simile scelta), Massimiliano, e quello più semplice e genuino della cucina che nasce dal cuore, quello di Caterina.

A fare da contorno alla loro iniziale antipatia reciproca, vicini di casa #nonpersceltaimpiccioni, sous-chef fedeli, madri opposte e padri agli antipodi, amiche che corrono in aiuto sempre, fratelli sgangherati, conduttrici televisive cui manca solo una cosa per essere sorprendentemente felici e, a far da sfondo a tutti, un grande progetto. Al sapore di cioccolato.

Ho incontrato le due autrici per voi.

1. Galeotto fu per voi due Bookcity edizione 2014…
GB: La stretta di mano che ci siamo date in quell’occasione si è trasformata all’istante in un “Edy perché non scrivi una storia tra uno chef e una foodblogger?” E ho così scoperto che Edy aveva nel cassetto un racconto proprio con due protagonisti come questi.
ET: è vero, avevo già scritto in un racconto una delle scene che compare nel romanzo finito, in cui lo chef appare arrogante e fissato con l’estetica dei piatti e la foodblogger impersonificata da Caterina, anche se all’epoca erano entrambi americani. Gloria sin dalla prima lettura si era immaginata la storia e i personaggi. Quindi abbiamo sviluppato insieme quell’embrione di trenta pagine fino a trasformarlo nel libro che hai letto anche tu.

2. Domanda d’obbligo: chi avevate in mente quando avete descritto Massimiliano e Caterina? No perché a me vengono in mente Filippo La Mantia e Chiara Maci… (ndr, Filippo La Mantia presente a Bookcity per la presentazione del libro)
GB: Filippo è un caro amico e ha scritto tutte le prefazioni ai miei libri di ricette, mi porta fortuna, ma non siamo così intimi da far sì che mi racconti la sua vita sentimentale. Io non sapevo nulla di questo “gossip”, me l’ha detto Edy
ET: e a me l’ha detto il mio libraio, ma nel corso della serata non abbiamo voluto intrometterci. I due personaggi non hanno alcun riferimento a Filippo o a Chiara, sono due caratteri inventati in funzione della storia.
GB: la vera protagonista del libro, ci tengo a precisarlo, è la cucina: la cucina del cuore, delle stagioni, della nonna, della velocità anche, contro la cucina dell’estetica e della geometria. Accanto a ciò compaiono anche le vicende della vita perché avevamo in mente una commedia con tutte le caratteristiche della fiction.

3. Gloria, le ricette inserite nel libro sono farina del tuo sacco, Edy l’emozione sessuale che corre sul filo di lama sono sicuramente tue, ma per tutto il libro come vi siete divise i compiti? Chi ha scritto cosa?
GB: Edy scriveva dopo ore e ore in cui ci scambiavamo idee confrontandoci su come proseguire con le scene, decidendo quale ricetta inserire e perché in quel momento, trovando i motivi per cui farli litigare, e le correzioni che Massimiliano poteva dare a Caterina. Credo che la modalità di lavoro in sé sia riuscita per il feeling che è nato tra noi due e per una magica concomitanza di sentire questa storia nello stesso modo.
ET: temevo un po’ un lavoro di questo tipo in cui io avevo un carico di scrittura così preponderante, ma partendo sempre da un’idea comune io la scrivevo come pensavo che lo volesse lei. Gloria avrebbe potuto dirmi mille volte “no, ma io pensavo a questa scena…” e invece…

4. Nei ringraziamenti avete indicato lo chef Alan Tassone e lo chef Juan Lema: vi sono stati d’aiuto per qualche trucco in cucina?
ET: non ero mai stata in una cucina professionale, ed entrare nelle loro è stato istruttivo ed emozionante. In particolare Alan Tassone è lo chef della pasticceria che ci ha istruite sulla cioccolata.
GB: puoi anche saper fare benissimo della cucina casalinga, ma nel momento in cui entrava in scena Massimiliano era chiaro che anche io non ero così ferrata per cui il cioccolatiere è stato determinante per la parte tecnica.

5. Spaventa più una nuova storia d’amore o una ricetta da sperimentare?
GB: a me sperimentare una ricetta non spaventa affatto, e grazie a Dio nella vita non mi ha mai spaventato neanche incominciare una storia d’amore.
ET: io devo dire che con la mamma che sperimenta, ho imparato a non avere paura della cucina. Per quanto riguarda l’amore? Mio marito è stato il mio ragazzo quando avevo 20 anni e stiamo ormai insieme da 26 anni. Le paure dell’amore posso dire che non mi hanno mai attanagliata.

6. L’amore scioglie tutti i nodi del gomitolo della vita?
ET: non sempre, ma aiuta ad avere la consapevolezza di non essere sole. Nonostante siamo tutte donne in gamba e in grado di cavarcela sempre, la serenità che regala sapere di essere benvolute fa stare senza dubbio meglio.
GB: io sono convinta che prima devi dipanare da sola i tuoi gomitoli, poi ami meglio. Così come la dispensa deve essere piena e la cucina in ordine prima di iniziare una ricetta.

Non c’è gusto senza te
di Gloria Brolatti e Edy Tassi
Harper Collins Italia, 2016

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