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Nizar Qabbani, la voce immortale della Siria

Il massimo esponente della poesia araba del XX secolo ha cantato l’anima del popolo siriano, diviso fra passioni e contraddizioni

Nizar-Tawfiq-Qabban Siria poesia

Asmae Dachan

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I suoi versi sono stati tradotti in molte lingue, compreso l’italiano, consacrandolo come il massimo esponente della poesia araba del XX secolo. Nizar Tawfiq Qabbani, nato a Damasco il 21 marzo 1923, è stato l’autore lirico siriano più noto e amato al mondo, tanto che qualche giorno fa, in quello che sarebbe stato il suo novantatreesimo compleanno, anche Google ha voluto rendergli omaggio con un Doodle dedicato. 

Ribelle e raffinato, romantico e critico, provocatorio e sincero, Qabbani ha immortalato l’anima più autentica del popolo siriano, divisa tra passioni e contraddizioni.

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Il doodle dedicato da Google a Nizar Tawfiq Qabbani nel 93° anniversario della nascita, 21 marzo 2016

Dalle poesie d’amore al femminismo, dal nazionalismo arabo alla fede, Qabbani ha trattato molte tematiche in modo coraggioso e originale, incorrendo molto spesso nella critica oscurantista e nella censura politica. Il suo impegno nella veste di diplomatico e la sua forte denuncia contro le ingiustizie lo hanno costretto ad allontanarsi da quella che viene considerata la sua musa ispiratrice, la città di Damasco. Vi fece ritorno soltanto dopo la morte, avvenuta a Londra il 30 aprile 1988. 

All’epoca si parlò di una “concessione del presidente Hafiz Al Assad”, perché Qabbani, con i suoi versi, era diventato un personaggio problematico per il governo centrale. Allora come oggi, la vita degli intellettuali siriani era costantemente minacciata e insidiata dalla politica, ma anche dall’aspra critica degli ambienti più conservatori. Le sue lodi all’amore, infatti, sono considerate veri e propri manifesti di sostegno al femminismo siriano e per questo sono state spesso censurate.

A segnare tristemente la vita del poeta fu il suicidio della sorella, nel 1938, che si tolse la vita per sfuggire a un matrimonio che le era stato imposto

Qabbani affidò il suo dolore e la sua denuncia alla poesia, scuotendo le anime della borghesia siriana, intrappolata nel suo convenzionalismo, ma anche della classe politica del mondo arabo, troppo spesso incapace di rispondere con fierezza ai problemi che in quegli anni stava affrontando.

Morto da esule in Gran Bretagna, Nizar Qabbani è il simbolo di tutti quegli artisti e intellettuali siriani che sono stati spinti o costretti a lasciare la Siria per reati d’opinione. 

Da quando è iniziata la repressione del 2011 sono decine gli artisti della cosiddetta terra dei gelsomini che hanno dovuto lasciare il loro Paese, facendo conoscere la loro arte e la loro denuncia al mondo come il vignettista Alì Ferzat, il musicista Wasfi Maasarany e il pittore Wissam Al Jazairy .

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