"Munari politecnico": l’arte e i mezzi per farla

Un volume pubblicato da Nomos raccoglie saggi di analisi e approfondimento sull’artista

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Munari Politecnico, particolare della copertina – Credits: Nomos Edizioni

Luigi Gavazzi

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Un libro per approfondire tecnica e arte di Bruno Munari con i contributi di numerosi studiosi e specialisti che indagano, spiegano e raccontano azione e idee del grande artista “politecnico”.

Il volume -Munari Politecnico. Fare arte con qualunque mezzo (Nomos Edizioni, 2015)- è il risultato sia dell’importante mostra Munari Poltecnico, al Museo del Novecento di Milano nel 2014 (basata sulle opere delle collezioni Vodoz-Danese), sia di una giornata di studio voluta dai curatori della mostra, Marco Sammicheli e Giovanni Rubino.

Abbiamo davanti 142 pagine fitte di concetti e analisi e riflessioni, assai approfondite, che contribuiscono in modo davvero efficace a restituirci la figura prismatica dell’artista. 
Sia chiaro: non è un libro di divulgazione su Bruno Munari, piuttosto un libro per affrontare la complessità di Munari.

Nella prima parte troviamo saggi tematici più strutturati, nella seconda escursioni attorno alla sua concezione d’arte, organizzate per lemmi tematici, anche sorprendenti.

Qualche esempio: nella prima parte, c’è il saggio di Pierpaolo Antonello, “Munari politecnico” (che presta il titolo alla raccolta) nel quale si affronta la questione del rapporto fra la concezione dell’arte e l’uso delle tecnologie, a partire dall’interesse per le macchine che lo collega direttamente “alle prime frequentazioni futuriste”, connessione fondamentale per lo sviluppo del suo pensiero e della concezione dell’arte. Oppure il saggio di Maria Antonelli Pelizzari, “Variazioni impreviste: Bruno Munari e la fotografia”. 
A questi si affiancano i saggi su Munari e l’uso della carta; sul cinema, l’architettura.

Nella seconda parte invece troviamo saggi più brevi, come “Scrittore” di Margherita Zanoletti, che sottolinea “i tratti che si specchiano e rafforzano nella sua scrittura: sperimentalismo, demistificazione, contaminazione, spiazzamento semplicità, e carattere ludico. A parole Munari «dà voce al punto più sottile della vita odierna, che è l’utilità dell’inutile, il senso del non-senso»”.
Oppure “Pratiche”, di Carlo Branzaglia, dove viene messo a fuoco come il tema delle pratiche sia particolarmente importante nella “poetica/metodologia di Bruno Munari”: nell’applicazione di una dimensione tecnica all’interno del percorso progettuale, che comporta il confronto con tecnologie, materiali, processi di produzione”. 

 Munari Politecnico. Fare arte con qualunque mezzo, Nomos Edizioni, 2015

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