Intellettuali del piffero nel mirino di Luca Mastrantonio

Da Roberto Saviano a Umberto Eco, una carrellata dei pifferai della cultura italiana che hanno trasformato la loro militanza politica in tornaconto personale

Intellettuali del piffero, copertina. Marsilio Editori 2013

Anna Mazzone

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Intellettuali e pifferai (magici). Colpisce dritto nel segno il nuovo saggio di Luca Mastrantonio , caposervizio del Corriere della Sera all'inserto "la Lettura", che mette nel mirino gli Intellettuali del piffero  - Come rompere l'incantesimo dei professionisti dell'impegno (Marsilio editori). Una "compagnia di giro" che piantona sistematicamente talk-show e riviste, inaugurando il nuovo genere dell'avanspettacolo intellettuale, con un unico obiettivo: quello di garantirsi un posto al sole.

Per chi suonano il piffero gli intellettuali del piffero? Secondo Mastrantonio, giornalista e scrittore classe '79, i pifferai magici del mercato mediatico italiano sono eterogenei e tutti iscritti all'ufficio di collocamento della Cultura. Dato che partiti vari e istituzioni non garantiscono più il ruolo e l'ingaggio di prima, ecco che per far brillare il proprio ego (e intascare lauti compensi) gli intellettuali si prestano a partecipare alle kermesse più disparate con un unico scopo: il tornaconto personale.

In Intellettuali del piffero si fanno nomi e cognomi, ma ci sono anche le facce. In un gustoso booktrailer di cinque minuti (che potete vedere cliccando qui ) si può godere di una carrellata di voci "intellettuali", che vanno da Roberto Saviano (l'Intellettuale togato) a Umberto Eco (il Battutista illuminato), che parlando delle "notti" di Berlusconi ad Arcore ha rigorosamente affermato: "Fa più rumore un reggiseno che cade che un articolo di fondo", aggiungendo poi in modo calcolato-pensoso: "Anche io vado a letto tardi, ma perché leggo Kant".

E prendiamo atto che Eco a un reggiseno che cade preferisce il filosofo della Ragion pratica. Fatti suoi, ma quando tale legittima preferenza assume il valore di una "militanza" politica, allora viene da ridere e il pensiero va alla famosa risata che li seppellirà tutti, soprattutto perché la sua rigorosa affermazione magari si trova a panino tra un balletto di Veline e la pubblicità di un detersivo.

Luca Mastrantonio è implacabile. Non ne salva uno, ma sottolinea, prendendo a prestito le parole di Elio Vittorini: "Mostriamo la lingua o tendiamo la mano? Lo si vedrà di volta in volta: noi siamo contro gli errori, non contro le persone, e una stessa persona può passare attraverso alternative infinite di errore o di ragione". E che errori. A leggere Intellettuali del piffero ci si rende conto che nell'ultimo ventennio un fiume di "dotti" ha allegramente praticato una truffa colossale, travestendosi da militanti per un ritorno del tutto personale.

D'altronde, il Muro è crollato, Destra e Sinistra non ci sono più e pure le mezze stagioni mancano all'appello. Come potevano sopravvivere a questo disastro gli intellettuali che furono? Semplice: riciclandosi col piffero e comportandosi come nella Fattoria degli Animali di Orwell, non a caso ribattezzata per l'occasione da Mastrantonio "La Fattoria degli Intellettuali". 

Vecchie trombette e giovani tromboni. Si va da genitori (e nonni) che castrano figli e nipoti blaterando di rivoluzione, a giovani (se ancora si può essere considerati tali a 40 anni) che piangono per le belle speranze perdute e conservano nel portafoglio il santino di Roberto Saviano. Mastrantonio, con una lucidità né da trombetta né da trombone, ci dice chi sono oggi i pifferai di Hamelin, i maiali di Orwell e gli immancabili Grilli parlanti.

Come e quando è avvenuta la mutazione intellettual-genetica di tutti coloro che dal fronte fantomarxista sono passati a quello del "vaffanculotto" Beppe Grillo? Il libro ce lo racconta, avventurandosi nelle paludi di un ventennio berlusconiano, costellato da intellettuali della Sinistra-che-non-c'è-più che hanno dovuto rimboccarsi le maniche per ritrovare a fatica un posto (e un ruolo) nel mondo.

Auto-fiction, dietrologie, appelli, sono gli strumenti dei pifferai degli ultimi due decenni, che hanno prodotto molto (troppo) materiale mediatico, senza aggiungere, però, una sola virgola "all'orizzonte metafisico" delle nostre vite, come lo chiamava Federico Fellini, lui sicuramente non munito di piffero.

Il saggio di Luca Mastrantonio ci fa rimpiangere gli intellettuali che non ci sono più. Quelli che, invece di lasciarsi incantare dalle sirene melmose dell'attualità, osavano alzare lo sguardo per disegnare nuovi orizzonti possibili. Insomma, quelli che invece di usare solo e unicamente il martello pneumatico della demolizione (a parole) dello status quo, riuscivano ancora a immaginare un altro mondo possibile, al di fuori e al di là di questo contingente. Bei tempi.

Infine, visto che siamo in tempi di crisi e da brave massaie è necessario fare i conti, Mastrantonio non ci nega nemmeno i compensi degli intellettuali da avanspettacolo. Sì, perché esiste un tariffario di massima delle principali prestazioni intellettuali e su questo gli intellettuali nostrani non scendono a compromessi. Aldo Busi, ad esempio, per meno di 10.000 euro (netti) manco si muove da casa. Ma non è il solo, si intende, nonostante sia l'unico che lo dichiara apertamente. 

Le pagine scorrono in modo liquido ed è impressionante come Luca Mastrantonio riesca a inchiodare i pifferai magici alle loro "colpe" senza scivolare nel tifo di parte. Insomma, quale sia l'intellettuale preferito dall'autore (uno deve esserci per forza!) non lo si capisce. L'analisi non presta il fianco ai personalismi, anche se le parole non sono sterili e anche le definizioni risultano gustose e azzeccate. Così Mario Capanna è "il Pescatore di fragole" e Gaetano Quagliarello l'Ateo convertito. All'appello non può mancare Alessandro Baricco, il Selvaggio ben temperato, Vittorio Sgarbi, il Cinepanettologo, e Melissa Panarello, la Ninfomoralista. 

Intellettuali del piffero è un libro amaro, che però fa sorridere. Dopo aver letto l'ultima pagina viene in mente la fiaba sul Re nudo. Insomma, gli intellettuali italiani espongono le loro vergogne e di fronte al loro pensoso pseudo-impegno viene tanta voglia di stappare una birra e accendere la televisione su una partita di Calcio. Alcuni centravanti filosofeggiano in campo molto meglio di Gianni Vattimo (il Pensatore debole)!

Intellettuali del piffero

di Luca Mastrantonio

Marsilio, 2013

(272 pagine, 18 euro)

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