Marlene Dietrich, 'Dizionario di buone maniere e cattivi pensieri'

È stato ripubblicato il libro nel quale la diva, in ordine alfabetico, svela i suoi pensieri sulla vita e sull'arte. Tutto, dalla A di Avanzi alla Z di Zuppa di panna acida

Dietrich

Marlene Dietrich sul set – Credits: Ansa

Marida Caterini.

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Incarnazione dell'Amore e di una graffiante, ricercata sensualità, la donna che persino le donne possono adorare, Marlene Dietrich, attrice e cantante tedesca, naturalizzata statunitense, amava essere una persona normale. L'acclamata voce di Lili Marleen, che nel 1930 fuggì negli USA perché contraria ad Hitler che la corteggiò insistentemente, era affascinata dai piccoli gesti della vita quotidiana. Proprio da questa quotidianità comune, insolita per la femme fatale che tutto il mondo conosceva, è nato giorno dopo giorno un libro nel quale la diva annotava riflessioni, emozioni, pensieri. L'interprete de L'angelo azzurro, scriveva così in forma di singolare vocabolario, il volume dal titolo Dizionario di buone maniere e cattivi pensieri , che è stato ristampato recentemente da Castelvecchi.

C'è tutta la parte umana, gli aspetti inediti di una star che si sofferma sulle cose, gli eventi, le città che l'hanno maggiormente interessata. Svanisce la "femmina" trasgressiva che fece scalpore con la sua dichiarata bisessualità e con gli abiti maschili che indossava in un'epoca in cui la donna in pantaloni era considerata addirittura sovversiva. Con meraviglia il lettore scopre che persino su oggetti apparentemente banali e fuori dalla portata di una diva, la Dietrich trova sempre un'osservazione da fare. Singolare, in questo contesto, che riversi la sua attenzione anche su una "padella". E infatti scrive: "è lei la regina della cucina, trattatela gentilmente". Dimostra pure di amare la vita frenetica che conduceva. Il lettore se ne rende conto quando scopre quel che pensa del termine "pigrizia": "non far nulla è una colpa". Ma il "Sonno" per lei è "una cosa sacra"

Curioso è anche constatare che i suoi consigli per una vita migliore iniziano proprio con la parola "Avanzi", tralasciando di proposito il termine "Amore". Nessun retropensiero filosofico o sociologico magari sugli "avanzi" dell'esistenza umana. Marlene si riferisce semplicemente agli avanzi di cibo in cucina. Da perfetta casalinga, infatti, così scrive: "gli avanzi sono un divertimento. Prendi la carne lessa che ti è avanzata, tagliala a fette, friggi le cipolle e aggiungi pomodori e funghi". La descrizione continua con altri ingredienti ma non togliamo al lettore il piacere di scoprirla, leggendo fino in fondo quale salsa o intingolo la Dietrich in versione casalinga vuole preparare. L'ultimo termine del dizionario è "Zuppa di panna acida". Insomma il suo dizionario inizia e si conclude all'insegna della piccola gastronomia.

Prendere il libro tra le mani e sfogliarne le pagine, significa conoscere una donna dalle innumerevoli sfaccettature, che adora la Spagna (il paese più romantico del mondo), odia la Stupidità (il solo difetto che mi fa perdere la pazienza), si lamenta perché negli Stati Uniti non sente mai suonare le campane. Sono davvero troppo poche, dice infatti alla voce Campana.

La sua tenerezza verso le cose semplici è evidente in altre parole del dizionario. Per lei un "bambino" è un fragile inerme Ercole. E poi ancora, alla parola "jeans" dice: "certe città mi piacciono perché posso stare sempre in jeans". A quali città si riferisce non è dato saperlo in quella voce, ma le lascia intravedere in molte altre che si scoprono poco alla volta. Su ogni definizione, anche quelle lunghe intere pagine, ci si sofferma sempre a riflettere per un attimo. Troppe volte infatti si finisce per essere in sintonia con L'angelo azzurro che ha incantato intere generazioni e che adesso, da questo libro, appare una persona di famiglia che dispensa buoni consigli.

Non solo: da questo dizionario così singolare vien fuori il ritratto di una signora colta, amante della musica, della buona gastronomia, una gran lettrice di libri. Una signora che non si fa mai cogliere impreparata ed è un'ottima conoscitrice della letteratura. Allora che cosa ha in comune la Marlene di tutti i giorni con la più celebrata icona del cinema mondiale?  Forse nulla, perché la vera Dietrich è la signora borghese che parla attraverso il suo piccolo dizionario di cose comuni. Si dice che spesso, durante le riprese dei suoi film, annotava su piccoli fogli di carta, pensieri e riflessioni, successivamente inseriti nel suo vocabolario.

"Faccio l'attrice solo per timbrare il cartellino", la sentivano dire gli amici e i colleghi che lavoravano con lei sul set. Ma tutti coloro che l'hanno conosciuta, come ci tiene a sottolineare lei stessa, hanno sempre trovato in lei una dote rara: la sincerità.

Dizionario di buone maniere e cattivi pensieri
di Marlene Dietrich
editore Castelvecchi
190 pagg., 14,50 euro

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