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Mark Twain e il racconto che predisse Internet

Lo scrittore americano scrisse nel 1898 una storia sul Telectroscopio, lo strumento per connettere il mondo dietro uno schermo. Aveva già capito tutto

Non è raro che gli scrittori finiscano per rivelarsi profetici nelle loro fantasie letterarie. È capitato con George Orwell e il suo 1984 (be', più o meno), e con autori di fantascienza come Isaac Asimov. Niente di strano quindi se scopriamo che Mark Twain, il baffuto scrittore statunitense papà di Jim e Huckeberry Finn, avesse predetto l’avvento di Internet già nel lontano 1898

Nel racconto From The ‘London Times’ in 1904 sembra proprio che Twain descriva l’attuale World Wide Web. La storia è un giallo, e prende il via dall’accusa di omicidio mossa all’ufficiale Clayton. La vittima è Szczepanik, l’inventore del Telectroscopio, una sorta di primitivo Internet. Si tratta di uno strumento di pubblico utilizzo capace di connettersi al sistema telefonico mondiale e di rendere visibili (e udibili) a tutti gli avvenimenti quotidiani del pianeta, mettendo in comunicazione ogni angolo della Terra. La macchina, narra l’autore, funzionerebbe grazie all’apporto di numerosi ‘testimoni’ internazionali separati in gruppi.

Straordinario, a pensarci. Ma non basta: sentite qui.
Nel racconto di Twain, Clayton riesce a ottenere un esemplare di Telectroscopio da tenere nel suo studio, e quello che gli succede col passare del tempo fa rabbrividire per la sua attualità: l’ufficiale si trova invischiato in una dipendenza dallo strumento, che lo trattiene per giorni davanti al suo schermo. Sempre più annoiato, il protagonista inizia a non uscire più di casa e a vivere un’esistenza misera tra le quattro pareti del suo studio fino al momento dell’impiccagione.
Trovate il racconto qui.

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