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‘Il manoscritto incompleto’, un romanzo storico da non perdere

Un libro sorprendente e affascinante, ambientato nel Medioevo turco e persiano, dalla penna dello scrittore azerbaigiano Kamal Abdulla

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Andrea Bressa

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“Senza dubbio piacerebbe al conte Potocki, al buon Manzoni e al professor Eco”: così scrive lo storico e saggista Franco Cardini nell’introduzione de Il manoscritto incompleto dello scrittore azerbaigiano Kamal Abdulla. Non si può che dargli ragione e aggiungere, soprattutto, che piacerà sicuramente ai lettori che amano i romanzi storici di qualità.

Come suggerisce Cardini viene naturale pensare proprio al Manoscritto trovato a Saragozza di Jan Potocki, ai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni o al magistrale Umberto Eco con Il nome della rosa. Come loro, anche Kamal Abdulla ha utilizzato l’espediente del finto ritrovamento di un misterioso libro proveniente da un passato lontano, grazie al quale ci conduce in un’affascinante storia ambientata nell’Azerbaigian medievale.

La voce fuori campo del romanzo è quella di un giovane ricercatore che si è imbattuto appunto in un antico manoscritto anonimo nella biblioteca di Baku. Il libro è incompleto, mancano delle parti e il finale. Quel che si trova è una doppia narrazione, due storie parallele. Una è il resoconto di Dede Korkut – l’Omero della cultura mediorientale, autore de Il libro di Dede Korkut, la più famosa epopea che parla delle tribù turche del VIII secolo – riguardo al tentativo del suo sovrano, il Gran Kahn degli Oghuz, di fare luce su un grave tradimento dei suoi nobili. L’altra parla del grande Ismail, shah di Persia, capostipite della dinastia safavide.

Quel che rende speciale il romanzo di Kamal Abdulla è riassumibile in pochi punti. Innanzitutto le trame, che sono avvincenti, piene di ritmo e capaci di catapultare il lettore in tempi e luoghi lontani. I necessari cambi di registro e stile, poi, sono orchestrati con cura e attenzione, rendendo molto credibile l’espediente del manoscritto ritrovato. Infine, le atmosfere che si respirano sono l’affascinante risultato di un mix originale, ossia qualcosa che sta fra l’epica medievale occidentale (vedi il ciclo del Graal), gli antichi poemi omerici e la grazia e la magia dell’Oriente alla Mille e una notte.

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