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Magic e Larry Bird: il basket è come la vita

Libro, musical, film: l'avventura parallela dei due campioni di basket anni '80 è ormai una storia universale che tocca tutti.

Magic Johnson e Larry Bird

Magic e Bird alla prima del musical dedicato alla loro rivalità – Credits: AP Photo/Charles Sykes

Non ce n'è, la finale olimpica è il top per il basket mondiale, checché ne dicano gli snobbissimi giocatori Nba, che comunque hanno fatto carte false per entrare nella nazionale del loro paese e, quasi inevitabilmente, vincere la medaglia d’oro contro la Spagna (107-100 il risultato finale). Ma giocare nel Dream Team è un privilegio riservato a pochi, diciamo. Invece, capire il basket, le sue complessità, le sue finezze, le sue storie capire il gioco e le sue storie è un'impresa facile e esaltante alla portata di tutti, divertente anche per chi non pratica lo sport. Non parliamo di manuali, ma di Il basket eravamo noi , la fantasmagorica storia di Larry Bird e Magic Johnson, scritta dalla giornalista sportiva Jackie MacMullan con i due campioni.

   
Dopo anni in cui solo gli appassionati di pallacanestro conoscevano il loro leggendario dualismo anni '80, ora la loro storia è diventata una specie di franchise: libro, musical a Broadway, documentario Hbo, apparizione cult al David Letterman Show e chissà cos'altro c'è in programma. Questo perché è una storia universale di una rivalità che chiunque abbia fatto sport può ritrovare in sé. C'è la success story di due atleti che dalla povertà raggiungono il top, la narrazione di due personalità opposte come lo yin e lo yang che hanno in comune una feroce determinazione alla vittoria, la rivalità che nel corso degli anni si trasforma in odio e poi in amicizia, l'amore per il gioco e le sue mille sfaccettature, le sfide che portano il basket a livelli altissimi e innalzano l'Nba dalle stalle alle stelle, l'esperienza del Dream Team olimpico, fino al virus Hiv che contagia Magic e al ritiro di Bird per i dolori alla schiena.

   
Il basket eravamo noi è una lettura estiva che scorre veloce come un contropiede, ricca di aneddoti spassosi e retroscena inediti, che finisce per andare oltre lo sport e raccontarci una storia ricca di sfumature, appassionante, a volte commovente.  

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