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Luke Harding, "Collusion": l'abbraccio fra Trump e la Russia

Il giornalista del "Guardian" descrive la trama degli interessi, dei ricatti e delle strategie che "ha aiutato Trump a conquistare la Casa Bianca"

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Luigi Gavazzi

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Arriva contemporaneamente all’edizione in inglese, questo necessario libro-inchiesta di Luke Harding, Collusion, pubblicato in Italia da Mondadori.

Ciò che il titolo e la copertina, suggeriscono, il sottotitolo rende esplicito: "Come la Russia ha aiutato Trump a conquistare la Casa Bianca".

L'autore è un giornalista del Guardian, che ha firmato altri libri-inchiesta in passato (per esempio uno su Snowden, e uno sull’omicidio di Alexander Litvinenko) e ha una particolare dimestichezza con i segreti e la politica russa, anche perché lavorato come capo della redazione a Mosca del quotidiano britannico. Da Mosca venne espulso nel 2011 perché sgradito al Cremlino.

In Collusion, Harding ha fatto un lavoro di cucitura per descrivere, tracciare, collegare e esporre i molti aspetti del legame fra il presidente degli Stati Uniti e una serie di interessi e personaggi russi della politica e degli affari, che fanno da sfondo al Russiagate.

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Il libro si basa in buona misura sulle scoperte di Christopher Steele, un ex agente dei servizi segreti britannici, MI5, autore del dossier passato nel gennaio 2017 dal senatore repubblicano John McCain all’allora direttore dell’Fbi, James Comey. Dossier poi pubblicato da BuzzFeed (che definì i documenti “non verificati e potenzialmente non verificabili”) e che documenterebbe le relazioni fra le persone che hanno curato la campagna elettorale di Trump e il Cremlino.

Più recentemente Steele ha detto che quel dossier è accurato per una percentuale fra il 70 e il 90 per cento. Si tratta di documenti che comunque indicano le molteplici relazioni nella fase che ha preceduto e seguito l’elezione di Trump e sulle quali stanno indagando alcune commissioni del congresso e soprattutto lo special counsel, Robert Mueller. Harding, che ha parlato a lungo con Steele, in Collusion però si occupa di molto molto di più di quel che è contenuto nel dossier dell'ex spia britannica.

La tela che tiene insieme Trump e la Russia ha cominciato a essere tessuta sin dagli anni ’80, quando era ancora il Kgb a coinvolgere personaggi importanti a occidente, per cercarne la collaborazione. Il lavoro dell’autore illumina il lato americano delle relazioni - i vari Manafort (e i suoi affari ucraini), Cartel Page, Michael Flynn, George Papadopoulos, Richard Gates ecc. ma anche il lato russo, meno noto e gli affari che connettono Trump alla Russia, alcuni rapporti poco chiari con il crimine organizzato, con una banca tedesca che gli presta i soldi e ricicla soldi russi di provenienza illecita.

In attesa di sentire le decisioni di Mueller e i risultati delle altre investigazioni sul Russiagate, leggetevi questo libro.

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