"Piccola odissea di un erotomane" di Luigi Carrozzo

La vicenda erotico-grottesca di un uomo sconfitto dai suoi stessi picareschi tentativi di seduzione

Luigi Carrozzo, Piccola odissea di un erotomane (particolare della cover) - Credits: Lite Editions

Valeria Merlini

-

Immaginate di venir svegliati nel peggior dei modi: schiaffeggiati, presi a calci e spediti ad accompagnare al suo primo giorno di scuola una bimbetta che non è nemmeno vostra. Voi, che siete uomini tutti d'un pezzo, che nulla vi scalfisce tranne il primo caffè della giornata cui fa seguito un'immancabile sigaretta. Con conseguente corsa al bagno.

Immaginate poi che espletate le normali funzioni fisiologiche l’eroe in questione inizi a comportarsi come un dongiovanni da strapazzo. No, ma che dico. Un normalissimo assatanato e perverso malato di sesso che rientrato a casa e scoperta la prima di una serie infinite di voglie da appagare sottometta la colf, una inerme Maria cui far assaporare la potenza del conquistatore: "Sono Cristoforo Colombo, e tu l’India vogliosa che viene soggiogata dalla potenza del vecchio continente. Sono l’eroe dei due mondi, e tu sei la creatura semiumana che soccombe davanti alla civiltà evoluta".

Così inizia questa Piccola odissea di un erotomane (Lite Editions ). Io inizio a leggere e subito mi innervosisco. Perché lui non mi piace. Troppo. Di tutto. Sfacciato, malato, sicuro, sfigato, alcolizzato, sporco, malandato, rotto,

A farmi prendere respiro delle follie pure: gli "Appunti mentali per la sceneggiatura di un film che prima o poi mi deciderò a girare". Dai titoli tanto eloquenti quanto improbabili. Ma così folli e assurdi da non poter fare a meno di apprezzare.

Luigi Carrozzo delinea la figura di questo erotomane come mai avremmo osato immaginare: un seduttore da strapazzo a cui non una, nemmeno una cosa va bene nell’arco delle ventiquattro ore in cui lo accompagniamo nelle pagine di questo primo romanzo "print on demand" che la Lite Editions ha voluto regalare ai suoi lettori per l’estate.

"Non sono paranoico, eppure il mio quinto senso e mezzo mi annuncia che tra un po’ ci sarà una bella cascata di merda sulla testa del sottoscritto. Tanto per usare un eufemismo". Sfigato è sfigato. Almeno non gli manca l’ironia.

Le donne del romanzo, quelle che l’eroe (o l’erotomane) incontra sul suo cammino, invece a mio avviso sono tutte delle vincenti. Sarà voluto? Sarà un caso? Queste donne, sarà quel che sarà, ma lo umiliano, lo torturano, gliela fanno pagare, si prendono le loro piccole e grandi rivincite. E lui, di cui ignoriamo sino alla fine il nome (altra postilla che me lo fa apparire come un vero derelitto, senza arte né parte, senza un nome a dargli un posto nel mondo), si ritrova alla fine di una giornata da incubo solo e amareggiato: "All’inferno il bar, gli amici, i soldi, le donne, questo tempo che passa sempre così lento e il domani che non arriva. All’inferno i denti, il sangue, le ossa rotte e i miti infranti".

Affronta la fine di una giornata da vera odissea come un naufrago che veda terra. Gli sono vicina infine, lo apprezzo perché non posso augurargli altro, solo braccia calorose ad accoglierlo. Forse. "Sono stufo di questo martirio. Credo di essere stato punito a sufficienza. (…) Non mi riconosco in quegli occhi malconci, in quel volto violentato, in quei grumi di sangue, nelle labbra gonfie, tumefatte, spaccate. I graffi sul petto, sulle spalle. Che mi è successo?".

L’odissea si compie, Luigi Carrozzo porta al limite il suo personaggio scrivendo così un romanzo denso, ironico indubbiamente, mai scontato. Con i suoi guizzi stuzzica fantasie e induce a risate amare.

Piccola odissea di un erotomane
di Luigi Carrozzo
Lite Editions, 2013
156 pagg., 17,90 euro

@violablanca
      

© Riproduzione Riservata

Commenti