Ludwig Wittgenstein, una biografia per immagini

Tutti i volti, i luoghi e le passioni di Ludwig Wittgenstein, uno dei più importanti filosofi del Novecento.

Cop Head

Giulio Passerini

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Dare un volto alle idee, alle impressioni, ai pensieri e ancora molto di più: guardare negli occhi le origini di tutto questo. Nella biografia di Wittgenstein , il più grande filosofo della logica della modernità, compilata da Michael Nedo ededita in Italia da Carocci, il lettore accetta una sfida platonica: entrare nella caverna, guardare le ombre proiettate sul muro del suo sistema filosofico, poi voltarsi e incontrare le persone che le proiettano, quelle al filosofo più care, quelle da cui Wittgenstein -grazie al fuoco del suo intelletto- ha tratto le sue idee.  

È convinzione comune infatti che le scelte migliori hanno origine dalla logica e dalla razionalità, senza il contributo delle emozioni. Ma ciò è falso. Esperimenti comportamentali condotti su pazienti che per incidenti o malattie hanno perso la capacità di provare emozioni hanno dimostrato l’importanza dei sentimenti nel processo decisionale: pur mantenendo perfettamente intatte le proprie capacità razionali, i pazienti non erano più in grado di decidersi per un’opzione o per un’altra. Perché anche la logica più stringente ha bisogno di emozioni per riconoscere i valori e funzionare a dovere.

È pertanto un vero regalo questo volume che ci conduce alla scoperta del mondo di Wittgenstein seguendo le tracce di una biografia sentimentale per immagini. Chi avrebbe potuto immaginare che alcuni fra i passaggi più importanti del celebre Tractatus avessero origine dal pentagramma di una sonata di Strauss, o da un ritratto di Klimt, o dal sorriso triste di un fratello minore, o da un tramonto sui fiordi. Anche la logica contemporanea è nata da una riserva dell’anima.

Notevole la forma del libro, composto da immagini commenti e citazioni, che riprende il concetto di album. Una forma a Wittgenstein molto cara se è vero che proprio a un album usava paragonare tanto la sua vita quanto la sua ricerca filosofica. Un album di schizzi paesaggistici, per la precisione, quando non una partitura musicale o una poesia: "Ma perché, quando scrivo di filosofia, mi sembra di scrivere una poesia? È come se in ciò̀ risiedesse un dettaglio che ha un significato grandioso. Come un fiore o una foglia" (così il 31 ottobre 1946).

Oltre che al Wittgenstein filosofo, questo volume è inoltre una guida al Wittgenstein mal noto: il bambino nutrito d’arte e di scienza (il padre, capitano d’industria, era un mecenate di gran gusto), il figlio sopravvissuto di una genia suicida (ben due i fratelli che si tolsero la vita), la giovinezza dedicata alla scienza (da piccolo costruì un modellino di macchina per cucire perfettamente funzionante, da grande un motore per aerei), infine la confidenza col tratto visivo che lo portò a esprimersi anche nel design e nell’architettura, con un gusto da logico matematico, s’intende. Inoltre fu maestro dell’infanzia: sezionò animali per i suoi studenti; a volte li impagliava. Mentre cambiava la storia della filosofia contemporanea, suonava il piano e il clarinetto. Le sue ultime parole per gli amici furono: «Dite loro che ho avuto una vita meravigliosa».

@giuliopasserini

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