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Lucio Ruvidotti, ‘Miles. Assolo a fumetti’ – La recensione

I momenti fondamentali della vita di Miles Davis racchiusi in una graphic novel che sembra suonare

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Andrea Bressa

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Non è semplice racchiudere in poche pagine l’intera carriera e l’intero contributo artistico di un musicista del calibro di Miles Davis. Ancor più difficile se per farlo si usano le immagini, come nel caso di Lucio Ruvidotti con la sua graphic novel dal titolo Miles. Assolo a fumetti (Edizioni BD), che abbiamo avuto modo di leggere. Eppure, nonostante l’obiettivo fosse ambizioso, l’autore ci è riuscito in pieno.

Ruvidotti ha selezionato alcuni dei momenti fondamentali della vita di Miles Davis, rendendoli nuclei narrativi dai quali poter far scaturire sia una cronaca temporale dei fatti, sia gli aspetti più emozionali e intimi del protagonista.


I momenti fondamentali

Nato nel 1926 ad Alton, una piccola città dell’Illinois, Miles Davis si trasferisce presto a New York, nel 1944, per tentare di farsi strada nel mondo della musica. È qui che parte la narrazione di Ruvidotti, con il famoso trombettista alle prese con le prime esibizioni con alcuni grandi personaggi del jazz (uno su tutti, Charlie Parker). Si tratta di un periodo di crescita artistica che lo porta a creare insieme a Gil Evans il cool jazz, con brani come Donna Lee e Boplicity.

Si passa dunque al tour parigino del 1949, durante il quale Davis incontra l’attrice Juliette Greco, di cui si innamora. Il musicista sceglie però di tornare negli Stati Uniti, abbandonando l’amore sul nascere ed entrando in un periodo di profonda crisi, che lo porta a fare abuso di eroina. Solo l’intervento del padre, nel 1953, è in grado di aiutarlo a disintossicarsi, consentendogli un ritorno sulle scene memorabile al famoso festival di Newport nel 1955.

Un altro momento fondamentale è catturato nel 1959, quando Davis gode di grande fama, attivo in un sestetto assieme a John Coltrane. È in quell’anno che il trombettista si scontra con un episodio di discriminazione razziale, quando viene arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, con accuse che cadono nel vuoto.

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– Credits: Edizioni BD

C’è poi il periodo forse di massima sperimentazione musicale di Davis, il cui esempio più efficace è dato dal celebre album Sketches of Spain, registrato assieme all’amico Gil Evans, nel quale si rintraccia una allora inedita mescolanza di generi, fra il jazz e la musica spagnola.

Gli azzardi compositivi procedono per Davis lungo tutti gli anni Sessanta, un momento d’oro (con Herbie Hancock, Wayne Shorter, Tony Williams e Ron Carter), ma è anche il periodo in cui ritornano gli eccessi, che lo portano a rovinare il matrimonio con Frances Taylor.

Negli anni Settanta Miles Davis svolta nella fusion, nel funky, nell’elettronica e accoglie il rock nel suo vocabolario grazie all’avvicinamento con Jimi Hendrix. Ma ancora droga e depressione gli causano un altro crollo: fra il 1975 e 1980 Davis scompare dalle scene, un’assenza che contribuisce a farne crescere il mito. Il ritorno è infatti trionfale e nel 1984 riceve anche il prestigioso Léonie Sonning Music Award, una delle più importanti onorificenze a livello internazionale (assegnata in Danimarca), fino ad allora destinata solo a musicisti classici.

Perché leggere Miles. Assolo a fumetti

Ruvidotti ha utilizzato con grazia, maestria ed efficacia il proprio vocabolario di immagini, luci e colori restituendo un ritratto estremamente luminoso del grande trombettista jazz, in grado di arrivare anche a chi conosce meno Miles Davis.

Grazie a questo meccanismo basato su momenti iconici, l’autore è riuscito a creare un’immagine dinamica di Davis, più vera, che contempla le molteplici sfaccettature del suo carattere e dei modi con cui ha affrontato le sue esperienze di vita. Ma è anche stato capace di dare ampio spazio al contributo artistico di Davis nella storia della musica.

Leggere Miles. Assolo a fumetti, però, fa anche bene agli occhi. Dice bene Giorgio Fontana nella postfazione: “Certi fumetti annoiano per la loro incapacità di cogliere la potenza del mezzo. Lucio invece sfrutta tutto ciò che il suo linguaggio prediletto gli offre, aggiungendovi in più qualcosa di indefinibile. Un elemento di swing, oserei dire”. In sostanza Ruvidotti ha tradotto i colori e il tratto in musica (o anche viceversa). Un consiglio: seguite il filo di questa graphic novel ascoltando i brani e i dischi di Miles Davis in ordine cronologico.


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Miles Davis. Assolo a fumetti
di Lucio Ruvidotti
(Edizioni BD)
120 pagine

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