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Louis e i suoi fantasmi: un romanzo grafico emozionante e profondo

Un'intervista a Isabelle Arsenault e Fanny Britt, che presentano "Louis e i suoi fantasmi", il loro nuovo romanzo grafico

Louis e i suoi fantasmi

Ilaria Cairoli

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Dopo il successo del graphic novel Jane, la volpe & io (Mondadori, 2014), Isabelle Arsenault e Fanny Britt ci regalano un nuovo emozionante e profondo romanzo grafico Louis e i suoi fantasmi (Mondadori). 

Se in Jane, la volpe & io il punto di vista è tutto femminile, in Louis e i suoi fantasmi sono gli occhi di un ragazzo di undici anni a filtrare la realtà, che è tutto fuorché semplice in questo caso: una famiglia in cui l'equilibrio  e l'amore reciproco è minacciato dai fantasmi del padre, il quale annega le sue debolezze nell’alcol. A questo si aggiunge: una mamma che ha paura di tutto, un fratellino energico, un amico fidato e una ragazza che fa battere il cuore di Louis a 300 all’ora e il caos è completo.

Mio padre piange. Non voglio dire che bianche in questo momento, anche se probabilmente è così. E non voglio dire che mio padre (soggetto) piange (predicato verbale) davanti al tramonto (complemento). Voglio dire: mio padre piange. Il cane abbaia. Il gatto miagola. Mio padre piange.

Mio padre piange:l’incipit è lapidario e promette una storia senza sconti, ma la sensibilità delle due autrici nel trattare argomenti complessi e amari è tale, che il risultato è una storia delicata e profonda, fortissima ed emotivamente vera.

Ho avuto il piacere di fare qualche domanda alle autrici, a cui ho chiesto: come si lavora in due? Deve esserci una sintonia speciale per riuscire a costruire un graphic novel in cui parole e immagini si alimentano e rafforzano vicendevolmente. 

Fanny racconta "Prima viene la storia, il mio testo. Parto, me ne vado, mi isolo e dò spazio ai miei pensieri senza obblighi o ansie di deadline di alcun tipo. Una volta scritto il testo, contatto Isabelle, che parte con l’elaborazione delle illustrazioni. Anche Isabelle ha carta bianca nel lavorare, può scegliere cosa e come illustrare senza alcuna pressione. "Jane, la volpe & io" è stato il nostro primo lavoro insieme, in "Louis e i suoi fantasmi" abbiamo interagito un po’ di più."

Aggiunge Isabelle: "Siamo entrambe solitarie e perfezioniste di natura. Abbiamo la stessa attitudine di fronte al lavoro e questo ci aiuta nello sviluppare insieme le nostre storie. Non amiamo che le persone si intromettano quando il lavoro è ancora in cantiere e per questa ragione Fanny consegna il testo solo quando pensa che il lavoro sia veramente terminato e io faccio lo stesso con le mie illustrazioni." 

Fanny sottolinea: "Ancora prima di lavorare insieme, avevo incontrato le illustrazioni di Isabelle e ne avevo colto la qualità e le potenzialità. Avevo intravisto la possibilità che Isabelle riuscisse ad aggiungere significato alle mie storie. Capirsi senza fare uso della parola è molto raro e più ne parliamo, più ci rendiamo conto che c’è un’intesa speciale tra noi." 


 
Non sapevo che l'amore è come una roccia che fa esplodere il cuore, che fa male tanto quanto fa vivere, e che fa venire voglia di scappare e allo stesso tempo ti impedisce di farlo. Quello che sapevo è che la maggior parte delle volte finisce male.

Ho notato che ci sono alcuni elementi ricorrenti in entrambi i vostri libri: particolari cromatici simbolici, animali che rappresentano un elemento di salvezza per i protagonisti, i fratelli più piccoli, ancora bambini, leggeri, energici, vitali e incoscienti. È così? 

Fanny racconta: "Certamente, è vero. Ci sono dei punti in comune tra i due libri. Gli animali hanno effettivamente questo ruolo di salvataggio: la volpe in particolare in "Jane" ha il ruolo di farla sentire amata per la prima volta attraverso i suoi occhi. Per "Louis" il ruolo del procione invece è quello di renderlo consapevole del fatto che anche lui è in grado di prendersi cura di qualcuno, anche lui può aiutare un altro essere vivente. In entrambi i casi rappresentano una svolta positiva, una presa di coscienza per ristabilire un nuovo equilibrio. 

Tengo molto a sottolineare il rapporto di tensione tra preadolescenti e bambini, c’è una frizione tra i due elementi. L’infanzia è leggerezza, incoscienza ed energia, la preadolescenza è un’età di passaggio, in cui si perde l’innocenza per diventare più lucidi, c’è una sensibilità esagerata sia nella percezione di sé, degli altri e degli accadimenti."

Louis e i suoi fantasmi affronta tematiche emotivamente difficili anche per gli adulti, come vivono la lettura i ragazzi?

"I ragazzi hanno meno difficoltà rispetto agli adulti nel trovarsi di fronte a certe trame cupe. Sono già sottoposti a trame molto dure dalla realtà quotidiana e riescono a gestirla meglio emotivamente, sono gli adulti in effetti a rimanere più sconvolti. "

Louis e i suoi fantasmi, Fanny Britt, Isabelle Arsenault, Mondadori, 2017


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