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Lorenzo Bianciardi - Giovanni Pellicci, "A cena con Babette"

Un libro scritto a quattro mani che unisce alla passione per il cinema quella per la buona tavola

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Gigi Radice

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Una Grande Bouffe di cinema e ovviamente di cibo. Non a caso uno dei capitoli del libro è dedicato al capolavoro di Marco Ferreri, al quale vengono abbinati caciucco alla livornese e Nobile di Montepulciano. Ma contrariamente alla Grande abbuffata, in A cena con Babette l’eccesso non uccide il gusto, ma serve una golosa carrellata di film. Tutti molto appetitosi.

Lorenzo Bianciardi ha infatti cercato le pellicole più gourmande e Giovanni Pellicci, prendendo spunto dalle immagini, ha provato (e trovato) alcuni abbinamenti gastronomici insoliti per un libro scritto a quattro mani che, dall'antipasto porta fino al dessert, non si ferma dentro i confini nazionali. Perché cibo (e vino) buono non sono solamente italiani. Esattamente come la settima arte.

Non è un caso che il titolo sia un omaggio al Pranzo di Babette, film danese premiato con l’Oscar, in cui la seduzione del cibo preparato dalla domestica francese scioglie sentimenti (ed etica) luterana. Quaglie, tartufo e vol-au-vent allargano il cuore degli austeri abitanti raccontati da Karen Blixen e ritratti dal regista Gabriel Axel nel villaggio nel nord della Danimarca; filetto al fois gras e Brunello di Montalcino diventano il piatto forte di una cena ad alto coefficiente di seduzione.

Il buon cibo scioglie il cuore proprio come nutre l’anima in Soul Kitchen, la trattoria di Amburgo dove si serve nouvelle cuisine per rieducare ai sapori della buona tavola. Un recupero del gusto e della tradizione che Fatih Akin, il regista turco tedesco, immagina nelle ricette della nouvelle cuisine e che nel libro vengono rappresentati con un abbinamento classico che riporta in Toscana: ribollita e Chianti.

Con Chocolat si rompono invece gli schemi. Come nel film i due chocolatier Vianne e Roux (Juliette Binoche e Johnny Depp, mica pizza e fichi!) irrompono nella tranquilla quotidianità di un piccolo villaggio con le loro delizie, Pellicci suggerisce un abbinamento irriverente: tagliatelle al cacao e Morellino di Scansano.

Ma il cioccolato può anche avere tinte noir. Soprattutto se è fondente, se viene usato per cucinare il cinghiale e se Claude Chabrol decide di farne il fulcro di Grazie per la cioccolata, una vicenda intrigante che ruota intorno a un’inquieta maitre chocolatier come Isabelle Huppert.
A buon intenditor…


Lorenzo Bianciardi – Giovanni Pellicci
A cena con Babette
Morellini Editore
157 pagine, 14,90 euro

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