10 libri di viaggio belli per la vostra estate

Dai ghiacci del Polo al deserto del Messico

Giulio Passerini

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Ultimi giorni prima delle ferie? Ecco 10 libri di viaggio da cui prendere ispirazione per una vacanza indimenticabile: dai ghiacci del Polo ai sotterranei di Londra, dall’Asia di Manganelli a quella di Terzani, 10 viaggi straordinari raccontati da grandi scrittori.

-Tiziano Terzani, Un’idea di destino, Longanesi
Tiziano Terzani è stato uno dei più grandi del nostro giornalismo, ma non solo. Con i suoi reportage per l’Espresso, il Corriere e Repubblica ha raccontato l’Asia agli italiani, ha tracciato una rotta del tutto personale nel nostro mondo delle lettere e ha spinto centinaia di giovani sulle sue orme. Oggi, a dieci anni dalla scomparsa, la sua voce torna a raccontarci dei suoi  viaggi. Non sono però i resoconti ufficiali quelli che leggerete in Un’idea di destino, ma i diari che il grande giornalista ha tenuto dal 1981 al 2003. Un viaggio inedito e appassionante. Per esploratori di sé e dell’altro. 

-Marco Albino Ferrari, Le prime albe del mondo, Laterza
Più si va in alto, prima sorge il sole. In parte perché lo sguardo non incontra ostacoli e l’orizzonte sembra lì solo per noi. In parte perché dopo aver conquistato una vetta la natura ha il suo modo di ricompensarci. Ferrari pianta i chiodi negli stessi ghiacciai dei grandi scalatori, arrampica sugli stessi crinali, e soprattutto corre gli stessi rischi. In questo libro ci porta con lui, alla scoperta delle prime albe del mondo. Per chi vuole sconfiggere caldo e vertigini. 

-Oriana Fallaci, Viaggio in America, Rizzoli
Ancora grande giornalismo, ancora un grande paese. L’America di Oriana è ancora una volta Oriana. Come il suo giornalismo, le sue interviste, la sua Storia: sarebbe stato impensabile separare la Fallaci dalle sue opinioni. Oriana racconta l’America in un viaggio nel mito. Mitica è l’America, mitici gli scrittori, mitici i personaggi dello spettacolo, mitica è la penna della Fallaci, e il suo volto, e quel giornalismo, e la strada, il deserto, Hollywood, la Grande Mela. Per chi vuol fare un viaggio nel mito ma è stanco di Omero.   

-Giorgio Manganelli, Cina e altri orienti, Adelphi
Il percorso più breve tra due punti è costituito dal segmento che li unisce. Ma non se il viaggiatore è Giorgio manganelli, straordinario creatore di difficoltà gratuite. Credete che un viaggio in Oriente non possa essere altro che una sequela di illuminazioni, rivelazioni e disvelamenti? “Mandate a girar per l’Asia un professore nevrotico, diventato poi pensionato, poi gazzettiere, e il risultato sarà sensibilmente diverso. Deprimente, diciamo”, questo secondo le sue parole. Non è vero, leggere Manganelli è comunque, sempre, uno straordinario godimento. Anche se a volte un po’ deprimente. Per viaggiatori malinconici che prima non vogliono partire e poi non vogliono tornare. 

-Filippo La Porta, Roma è una bugia, Laterza
La Porta scrive una biografia (sua) che è una cartografia (di Roma), fa il flâneur dei suoi ricordi e ci consegna una capitale bugiarda, dove tutto muore senza smettere di morire, dove il genio e il parassita ci mettono lo stesso impegno per portare a casa la giornata, dove la bellezza è grande come la bruttezza. Le promesse disattese non smettono di essere promesse, e questa è Roma: una promessa continuamente tradita eppure rinnovata. Per chi crede nelle città eterne e nei ricordi che ricorrono. 

-Pino Cacucci, Mahahual, Feltrinelli
Messico e nuvole sarebbe un binomio ormai irritante se non fosse per la sguaiatezza squinternata di quel meraviglioso Jannacci degli anni settanta. E nuvole e Messico troviamo pure sulla copertina dell’ultimo libro di Cacucci, grande viaggiatore latino e americano. Mahahual, racconta Cacucci, è sgangherata e genuina come il Messico che ha conosciuto un trentennio fa. E allora tenetevi nelle orecchie Jannacci che canta storto su un palco da balera e partite con gran rombo di marmitta, incuranti del parabrezza che si spalma di mosquitos. Per chi non crede che l’Autan sia la risposta a tutti i mali.   

-Hessel, L’arte di andare a passeggio, Elliot
Passeggiate, passeggiate, signora mia. Come i bagni di mare, presi in numero superiore a venti, e le terme, le passeggiate furono il cardine della medicina del primo Novecento. Attivano la circolazione, distendono i nervi, allargano i polmoni e c’è chi dice facciano persino bene al cuoio capelluto. Grande giovamento viene poi dal districarsi dei pensieri e delle preoccupazioni che recedono di fronte alla bellezze della natura. Al mare o in montagna, al lago o in collina, passeggiate signora mia. Per chi si nutre della bellezza delle piccole cose.    

-Antonio Pigafetta, Il primo viaggio intorno al mondo, Ghibli
Quando viaggiare era un affare da eroi, erano uomini come Magellano e Pigafetta che solcavano i mari. Ci voleva del coraggio per pensare di fare il giro del mondo con una bagnarola che a malapena teneva il mare, e molte vittime anche. Di quella spedizione solo diciotto membri sopravvissero, fra cui Pigafetta che decise di raccontarlo. Per chi si lamenta che le compagnie aeree low cost ti fanno viaggiare con le ginocchia in bocca. 

-Gianni Biondillo, L’Africa non esiste, Guanda
L’unica cosa dell’Africa su cui sono tutti d’accordo (almeno da qualche secolo a questa parte) è che si trova lì. E’ impossibile ridurre l’Africa, un continente (ripetiamolo: un intero continente), a qualcosa di unitario e univoco. Eppure al contempo superare gli stereotipi sempre impossibile. Una via, forse, è quella di raccontare le storie, tutte le storie che si può, per creare un mosaico vasto il più possibile. Qui Biondillo ne racconta 5, frutto della sua esperienza di cronista e volontario. Per chi non  ama le scenografie di cartone.   

-Peter Ackroyd, I sotterranei di Londra, Neri Pozza
C’è la vita della città, e c’è la vita delle sue viscere. Le fogne, i rifugi anti bomba, le cripte, i cimiteri sotterranei, i bunker, le caverne, i tunnel, la metropolitana, le condotte, gli scavi abbandonati, il buio, il silenzio, la fuliggine, l’aria sporca, i miasmi, le creature della notte, le leggende, il crimine. I pesci puzzano dalla testa, le città dall’ombelico. Per chi non va da nessuna parte senza portarsi dietro una torcia che non userà mai.  

@giuliopasserini

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