Libri sull'elogio della fantasia e della spietatezza amorosa

Da Gli innamoramenti di Javíer Marias a Maratona di Richard Billows

Javíer Marias (Credits: Isolde Ohlbaum/laif, Tipsimages)

Gli innamoramenti di Javíer Marias
(Einaudi, 320 pagine, 20 euro)
A vederla seduta al bar, la coppia sembra uscita da un film rosa. Stanno bene insieme e i primi a saperlo sono loro, il marito e la moglie. Poi un giorno lui muore, accoltellato da un barbone. E l’incanto di chi ogni mattina (una giovane) amava osservare i due si spezza. Era bello vederli, l’aiutava a credere nell’amore, e anche se non aveva mai parlato loro si sentiva legata a quell’uomo e quella donna, appagati. Al punto da cercare un contatto con la vedova per poi precipitare in lei, nella sua dimensione di dolore e di amore.
Perché leggerlo
Un uso vertiginoso della scrittura, un montaggio lento e perfetto fatto di colpi di scena (interiori). Un’autopsia dell’innamoramento. Echi di Delitto e castigo (il tema dell’impunità), di Frammenti di un discorso amoroso, della Montagna incantata con la morte guardata in faccia. Era dai tempi di Domani nella battaglia pensa a me che lo scrittore spagnolo non ci faceva un simile regalo.

Maratona di Richard Billows
(Il Saggiatore, 259 pagine, 19,50 euro)
Estate del 490 avanti Cristo: 10 mila ateniesi, in schiera compatta, tutti bardati in armatura, travolgono i persiani, schierati sulla spiaggia a difesa delle navi da cui erano appena sbarcati. Uno dei fanti più agguerriti è Eschilo, 35 anni, di professione poeta tragico. Gli invasori sono più numerosi ma non hanno scampo. È la battaglia di Maratona. Fidippide porterà correndo la notizia della vittoria ad Atene. Due millenni e mezzo dopo, grazie al barone de Coubertin, la sua corsa rivivrà nelle moderne Olimpiadi.
Perché leggerlo
Oriente e Occidente prima non erano divisi. L’idea del conflitto di civiltà nasce con Maratona. Noi, gli europei, contro gli altri, gli asiatici. La libertà contro il dispotismo. Fu, anche, una semplificazione propagandistica. Ma, dice Billows, senza Maratona non avremmo avuto la civiltà occidentale.

Il fascino dei numeri di Dimitri Maex
(Egea, 214 pagine, 30 euro)
Tutto ciò che facciamo genera dati e ormai i numeri guidano ogni nostra mossa: dalle relazioni fra le persone alla produzione delle aziende fino alla realizzazione delle idee. L’autore, managing director della OgilvyOne New York, spiega con semplicità come prevedere il valore che avranno i clienti in futuro, a partire da dove trascorrono il loro tempo in mobilità e su quali social network, in modo da indirizzare al meglio le risorse destinate al marketing. Per chiarire ogni passaggio, il manager inserisce una serie di casi di multinazionali come Bt, Ups ed eBay, che ha seguito direttamente.
Perché leggerlo
In tempi di crisi, e quindi di budget ridotti all’osso, aziende e manager non possono rinunciare al valore predittivo dei numeri. Perché ogni dato genera un nuovo dato che servirà a risolvere i problemi con creatività.

Fenrìs di Jean-Francois Chabas, illustrazioni di David Sala
(Gallucci, 42 pagine, 15 euro)
A dar titolo alla fiaba per ragazzi è il nome del protagonista Fenrìs, un lupo mansueto che a causa del suo aspetto feroce spaventa chiunque lo incroci. A forza di sguardi impauriti e fuggi fuggi al suo passaggio si convince di essere la bestia cattiva che tutti credono. Emarginato dagli animali del bosco, incontra un giorno una bimba che lo avvicina senza timore, lo guarda dritto negli occhi e gli dice: «Hai la congiuntivite!». Nessuno prima d’allora s’era preso cura di lui. Lupo e bambina stringono da quel momento un’amicizia che durerà per sempre, anche se nessuno ci crederà mai.
Perché leggerlo
La favola nordica della bambina e del lupo buono insegna che la ferocia è negli occhi di chi guarda: solo un atteggiamento puro può farci andare oltre il pregiudizio. La bellissima lezione si srotola fra le tavole illustrate da David Sala, disegnatore che mischia eleganza arabescata e poetica naïveté.

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