Altri libri sulla prima guerra mondiale

Un aggiornamento della nostra lista dei volumi per il centenario della Grande Guerra

Lieutenant Frederick Wigan Jones: ferito nel novembre 1916, morì a 24 anni il 28 dicembre 1916. È sepolto allo Yardley Cemetery a Birmingham. – Credits: IWM Collections/Flickr

Luigi Gavazzi

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Aggiornamento del 9 giugno 2014 - Ai primi 14 libri selezionati lo scorso febbraio ne aggiungiamo altri, via via che si avvicina il giorno del centenario dell'attentato a Sarajevo.

- Jaroslav Hasek, Il buon soldato Sc'vèik (ovviamente su questo torniamo, perché secondo me è il miglior libro sulla Grande Guerra).
- Józef Wittlin, Il sale della terra
La grande guerra in Galizia. Un piccolo uomo della provincia orientale dell'Impero asburgico scaraventato nelle braccia della burocrazia che prepara al macello una generazione.
- Max Hastings, Catastrofe 1914
I mesi iniziali della prima guerra mondiale
Lo storico britannico ci porta in una parte del conflitto spesso trascurata. Affascinante narrazione piena di testimonianze di soldati di ogni ordine e paese.
- Federico De Roberto, La paura e altri racconti della grande guerra
Quattro racconti - il primo dei quali è un vero gioiello - dell'autore de I Viceré, con storie di soldati italiani sul fronte della Prima guerra mondiale

Questo post è stato pubblicato la prima volta l'8 febbraio 2014

La lista iniziale dei 14 libri per entrare in quell'evento che ha cambiato, come nient'altro prima, la storia.

1) Luigi Albertini, Le origini della guerra del 1914 (Editrice Goriziana)
È un libro - in tre volumi - pubblicato nel 1942 dall'editore Fratelli Bocca ma ancora oggi ritenuto una delle elaborazioni e interpretazioni più affidabili degli eventi - a partire dal Congresso di Berlino del 1878 - che portarono alle dichiarazioni di guerra dell'agosto 1914..
Albertini - ex direttore del Corriere della Sera, costretto ad abbandonare il giornale nel 1925 - lavorò al libro consultando tutti i documenti ufficiali e ufficiosi possibili, ma anche aggiungendo un lavoro che si rivelò in prospettiva geniale: intervistò i protagonisti politici, diplomatici e militari di quegli anni, mesi e giorni decisivi, compreso, per esempio, l'ex Kaiser Guglielmo II nel suo esilio olandese.
Il lavoro di Albertini viene ampiamente usato dagli storici di oggi - si veda per esempio quante volte viene citato da Cristopher Clark nel suo I sonnambuli.

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2) Margaret MacMillan, 1914: Come la luce si spense sul mondo di ieri (Rizzoli)
Tensioni, scelte contingenti spesso frutto di fraintendimenti, debolezze, ripicche tra politici e generali: il risultato è un’ora fatale per una generazione di uomini, probabilmente per l'intera civiltà. Un passaggio che forse si poteva evitare.

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3) Cristopher Clark, I sonnambuli. Come l'Europa arrivò alla grande guerra (Laterza)
Un libro che segue le decine di fili che si intrecciano nell'estate del 1914 e portano l'Europa alla guerra. Fra i tanti meriti di Clark, la rivalutazione del peso decisivo della crisi balcanica (la prima guerra mondiale inizia come terza guerra balcanica), delle conseguenze enormi dell'assalto italiano alla Libia e dell'impatto nefasto del nazionalismo - in particolare di quello serbo.

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- LEGGI ANCHE: LA PRIMA GUERRA MONDIALE, 100 ANNI

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4) Barbara Tuchman, I cannoni d'agosto (Bompiani)
Bella cronaca, più da giornalista che da storica, delle concitate giornate dell'estate del 1914 e dei primi mesi di guerra. Pubblicato nel 1962, valse alla Tuchman il Pulitzer, resta una lettura affascinante e con il merito di catapultare il lettore dentro quella storia, in una sorta di diretta allucinata.

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5) Paul Fussel, La prima guerra mondiale e la memoria moderna (Il Mulino)
A cavallo fra la ricostruzione della vita quotidiana di trincea, l'interpretazione letteraria e l'immaginario da essa suscitati, il libro di Fussel, uscito a metà degli anni settanta, è una lettura di grandissimo fascino, tessuta da una scrittura di estrema qualità. Alcun capitoli sono esemplari, per esempio il terzo, "L'abito dell'odio", nel quale Fussel dimostra il ruolo decisivo della Grande guerra nello sviluppo e diffusione radicale del pensiero dicotomico: noi/loro, prima/dopo, chi sta nelle retrovie e chi sta al fronte, chi è rimasto a casa e chi è in trincea; pensiero che avrebbe avuto un'influenza fondamentale nella visione del mondo negli anni a venire.
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6) Eric Leed, Terra di nessuno. Esperienza bellica e identità personale nella prima guerra mondiale (Il Mulino)
La frantumazione e trasformazione radicale e senza precedenti dell'identità degli uomini che hanno vissuto nelle trincee e la rielaborazione successiva dell'esperienza con le conseguenze devastanti sui comportamenti del dopoguerra.

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7) Martin Gilbert, La grande storia della prima guerra mondiale (Mondadori)
Questo è un lavoro che ha l'ambizione di offrire un quadro complessivo delle operazioni belliche nei quattro anni del conflitto. Adatto a un lettore che vuole la ricostruzione, battaglia per battaglia, degli eventi su tutti i fronti della Grande guerra

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8) Antonio Gibelli, L'officina della guerra. La grande guerra e le trasformazioni del mondo mentale (Bollati Boringhieri)
L'esperienza della modernità - l'industria, l'efficienza organizzativa, le macchine, l'apparato dello stato, la scrittura come strumento principale di organizzazione, la fotografia e il cinema - vissuta da una generazione attraverso una guerra di dimensioni e portata inimmaginabile.

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9) Antonio Gibelli, La grande guerra degli italiani 1915-1918 (Rizzoli)
La prima vera esperienza "nazionale" per una generazione al fronte e per tutti civili nelle città e nei villaggi. Si comincia con il colpo di stato "di fatto" della primavera del 1915 che porta il paese in guerra e incammina l'Italia "su una china che l'avrebbe condotta verso il fascismo" - passando per la mobilitazione della societò, a tutti i livelli, per arrivare, dopo la guerra al "conflitto della memoria" e all'"appropriazione faziosa che il fascismo ne aveva fatto in chiave di retorica nazionalistica e di politica di potenza".

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10) Mark Thompson, La guerra bianca (Il Saggiatore)
Lo storico inglese ha dedicato questo saggio alla ricostruzione dei tre anni di guerra sui seicento km di fronte italiano. Thompson alterna sguardi ravvicinati sulle vicende dei piccoli e grandi uomini, al fronte, nel “comando supremo”, nelle retrovie, e sguardi d’insieme sulle battaglie, gli approvvigionamenti, le tattiche assurde degli “assalti frontali” di Cadorna, la lotta degli uomini con i nemici ma anche con la natura, sulle alture di fronte all’Isonzo, nella neve dolomitica, sulla pietra del Carso, nel fango.
Thompson conosce molto bene la cultura e la società italiana di allora, segue scrittori “irredentisti” come Scipio Slataper e le loro tragiche illusioni, giornalisti come Luigi Barzini che raccontano fandonie propagandistiche, nascondendo l’inferno del fronte, restiutisce il clima del “vitalismo” italiano, con la retorica demagogico-decadente di D’Annunzio che contribuì a portare il paese in guerra, prima, e poi aprì la strada al fascismo. Lettura irrinunciabile .

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11) Peter Englund, La bellezza e l'orrore. La grande guerra narrata in diciannove destini (Einaudi)
Nei destini narrati in questa storia l'autore, segretario dell'Accademia di Svezia, ci restituisce atmosfere, sensazioni, esperienze e pensieri di uomini e donne che hanno attraversato, a vario titolo, la guerra del '14-'18. È un libro non su cosa fu ma su come fu. Troviamo fanti, marinai, ma anche infermiere e medici, genieri e marinai. Due gli italiani, uno che sarebbe diventato piuttosto famoso come scrittore, Paolo Monelli, alpino, che "vediamo" per esempio combattere sull'Ortigara o assistere alla fucilazione di due disertori; l'altro, Vincenzo d'Aquila, fante dell'esercito italiano ma con la famiglia negli Stati Uniti. Nei diciannove destini c'è anche quello di Robert Musil, "tenente della riserva austriaca", 33 anni.

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12) Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale (Mondadori)
Quasi superfluo aggiungere parole per questo romanzo, vera pietra angolare della riflessione critica sulla Grande guerra, pubblicato nel 1929. Il punto di vista è quello di un giovane studente tedesco che parte volontario e viene spedito sul fronte occidentale, pieno di speranze e certezze nella vittoria, e nella legittimità della causa germanica. Poi affiora l'umanità indipendente dalle uniformi, emerge l'amore per la vita, la solidarietà con i commilitoni e la pietà per i nemici. Un libro memorabile. Il libro che ha illuminato la grande guerra e mi ha aiutato a capire i racconti del nonno che aveva combattuto sul Carso.
I libri di Remarque sono stati fra i più odiati dai nazisti e protagonisti vittime di tutti i loro roghi.

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13) Carlo Emilio Gadda, Giornale di guerra e di prigionia (Garzanti)
Questo è un libro insieme delicato, intenso e di lettura "aperta". Troviamo il grandissimo Gadda a 22 anni, già ingegnere e sottotenente a Edolo per l'addestramento alle prese con un quaderno e il lessico per scrive un diario preciso e fantasioso. Gadda descrive, giorno dopo giorno, a volte ora per ora, il trasferimento al fronte, le battaglie, i trasferimenti. Fino al 25 ottobre 1917, quando dopo l'ordine di ritirata, "[P]ortammo con noi tutte le quattro mitragliatrici, dal Krasjj all'Isonzo (tra Terranova e Caporetto), a prezzo di estrema fatica. All'Isonzo, mentre invano cercavamo di passarlo, fummo fatti prigionieri."
A questo punto il diario diventa di Caporetto e di prigionia. Ancora più intenso, con note di commozione grande tristezza.
Anche questo un libro bellissimo, che giustamente viene corredato con gli schizzi con i quali Gadda completava e illustrava le sue note quotidiane.

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14) Mark Holborn, Hilary Roberts, The Great War: A Photographic Narrative (Knopf)
Pubblicato nel 2013, questa raccolta di fotografie dell'Imperial War Museum di Londra, quasi tutte dal fronte occidentale, offre un sostegno visivo alle parole, per provare a dar conto dell'enormità di quanto avvenne in quei quattro anni.

Naturalmente questa è una lista incompleta e che aggiorneremo nelle prossime settimane, in particolare con opere di memoria e di fiction.

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