Libri e manoscritti da indossare

Le incredibili immagini di vestiti e cappelli realizzati in età medievale con i codici miniati

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Un'immagine tratta dal libro Heilige Röcke. Kleider für Skulpturen in Kloster Wienhausen di Jacob Reichsöllner – Credits: Shnell Steiner

Andrea Bressa

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Nel Medioevo libri e manoscritti erano di casa nei monasteri, anche in virtù del fatto che gli unici a saper leggere e scrivere erano proprio i chierici. Tuttavia nessuno si sarebbe mai aspettato di ritrovare questi preziosi codici perfino nei loro vestiti.

La scoperta della professoressa Henrike Lähnemann , docente di germanistica all’Università di Newcastle, ha per certi versi dell’incredibile, soprattutto se si considera che nei secoli bui realizzare questo tipo di manufatti richiedeva un grande dispendio di energia e di denaro. Ben 23 frammenti di codici cuciti all’interno di vari capi d’abbigliamento sono infatti stati rinvenuti presso un convento nel nord della Germania. La maggior parte di questi abiti risalirebbe alla fine del XV secolo.

Per spiegare un simile ritrovamento la docente ha avanzato una sua teoria . La maggior parte dei manoscritti utilizzati per cucire queste vesti erano tratti da libri di preghiera. Poiché in quell’epoca di fermenti religiosi la liturgia cambiava molto spesso, anche i relativi volumi di supporto diventavano desueti in brevissimo tempo.

Considerando che la maggior parte di questi manoscritti era realizzata in pergamena, o al limite in carta di stracci, non stupisce dunque che il riciclo più immediato per un codice ormai inservibile fosse quello dell’uso tessile.

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