Libri

I miei libri del mese

Letture, incroci di titoli da mettere sul comodino. Chiudiamo con l'etica del carrello ferroviario

ilLettore

Luigi Gavazzi

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Appunti sui libri (e altri "formati") di un itinerario di lettore nell' aprile 2015.

 

30 aprile 2015

David Edmonds, Uccideresti l'uomo grasso? Il dilemma etico del male minore, Raffaello Cortina Editore.
Questo è un libro di etica che fa di tutto per interessarci a un tema che all'apparenza interessa ormai solo gli specialisti. 

Come regolare i nostri comportamenti in modo che siano morali?

Il volume di Edmonds è un grande esempio di divulgazione della filosofia, a partire dall'uso di quegli esercizi di pensiero che mettono alla prova "pratica", nelle circostanze e in situazioni più o meno realistiche, alcune regole di comportamento.
In buona parte del libro ci si occupa del celeberrimo esperimento del carrello ferroviario che sta per travolgere 5 uomini e che potete deviare azionando lo scambio, salvando i cinque ma sapendo che questo porterà alla morte di una persona persona legata sui binari sulla linea secondaria sulla quale state per deviare il treno. Cosa fate?

E poi di tutte le varianti che da questo derivano - compreso quello che dà il titolo al libro.
Ma Edmonds approfitta per farci un ritratto di alcune tradizioni filosofiche: la teoria del duplice effetto che parte da Tommaso d'Aquino, l'utilitarismo benthamiano, il confronto con Kant e l'imperativo morale; l'equilibrio riflessivo di Rawls e il rischio di fidarsi troppo delle intuizioni. Ma anche molto oltre. Come l'effetto degli studi delle neuroscienze sulla morale.

Chiude il libro una fantastica appendice con i dieci principali esperimenti filosofici sul carrello ferroviario.
Fra i vari meriti di questo libro: aiuta a mettere alla prova pratica molti di questi principi morali. Dai bombardamenti sui civili per ridurre la durata della guerra (atomica sul Giappone compresa) all'aborto, all'uso degli organi nei trapianti, i dilemmi morali posti dai carrelli ferroviari, sono maledettamente calati nella vita.

14 aprile 2015

Antonio Gibelli, La Guerra Grande. Storie di gente comune 1914-1919, Laterza 2014.
Ora che ci avviciniamo al centenario dello sciagurato ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale (il patto di Londra è del 26 aprile 1915, l'ingresso ufficiale nel conflitto il 24 maggio) viene a proposito la lettura di Antonio Gibelli.

Uscito nell'autunno dello scorso anno, questo lavoro di Gibelli - uno dei nostri maggiori storici italiani della prima guerra mondiale, riconosciuto come tale anche a livello europeo - è costruito sulle "scritture di guerra" di gente comune, travolta e coinvolta dall'evento definitivo della modernità europea.

Gibelli ha scavato in lettere, cartoline, diari, memorie, scritti dai combattenti e da chi restava a casa: per tutti il riferimento fu l'immane e insensato conflitto. Si tratta di documenti conservati nelle "maggiori raccolte di scritture di guerra esistenti in Italia", per esempio l'Archivio ligure della scrittura popolare (ALSP)  di Genova, o l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo).

Opportuno leggere le lettere e i diari di cui tratta questo libro e confrontarli con la retorica bellicista delle settimane che precedettero il 24 maggio. La scrittura contadina è immediatamente consapevole del meccanismo inesorabile e formidabile che la guerra rappresenta; imprevedibile, imperscrutabile. Una guerra che pare non finire mai ed è smisurata nella capacità di annientamento.
Un libro da non perdere.

13 aprile 2015

Alberto Manguel, Curiosity, Yale University Press, 2015.
Questo libro ancora non è stato tradotto in italiano, né saprei dire se mai lo sarà.
Senza entrare nel merito della grande stima che tutti i lettori hanno (dovrebbero avere) nei confronti di Manguel per il suo Una storia della lettura (Feltrinelli), diciamo che i suoi lavori continuano a essere di grande stimolo e interesse, soprattutto quando fa "il lettore". In questa miscellanea di saggi, la parte più interessante e omogenea è quella dedicata alla lettura di Dante e della sua Commedia.
Uno di questi saggi "di lettura" della Commedia è stato pubblicato di recente anche sul blog della New York Review of Books, per chi volesse un assaggio del libro.

12 aprile 2015

Eugenio Lecaldano, Senza Dio, Il Mulino, 2015.
Questo invece è un libro/storia dell'ateismo. Scritto da un filosofo attento allo stile argomentativo rigoroso e analitico. Il nucleo del saggio è la moralità di chi non crede in un Dio. E, come ha scritto Armando Massarenti sul Sole 24 Ore (domenica 12 aprile 2015), Lecaldano è convinto che mettendo tra parentesi l'esistenza o meno di un Dio o di un'autorità esterna ci si possono chiarire le idee relativamente alla morale e alla nostra responsabilità verso noi stessi e i nostri simili. Lecaldano aveva pubblicato nel 2006, Un'etica senza Dio, Laterza.

10 aprile 2015

Seymour Hersh, "The Scene of the crime", The New Yorker, 30 marzo 2015.
Hersh ha costruito la sua fama di reporter soprattutto sui servizi scritti nel 1969 a proposito del massacro di civili in un villaggio del Vietnam chiamato My Lai dall'esercito americano.
Un contingente identificato con il nome di Charlie Company fece una strage immotivata, ricordata come un vero crimine di guerra, che lasciò 504 morti, appartenenti a 247 famiglie diverse. Di queste, 24 famiglie furono cancellate completamente: tre generazioni assassinate freddamente, senza sopravvissuti. Hersh in questo articolo ricostruisce il percorso che lo portò alla scoperta e alla rivelazione/narrazione di My Lai, e racconta anche il suo viaggio recente nel villaggio vietnamita, con la famiglia.
L'articolo di Hersh si legge anche online (metered paywall) ed è corredato da una fotogallery con le immagini della fotografa Katie Orlinsky che ha accompagnato il reporter nel suo viaggio della memoria a My Lai.


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