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#LEPIÙBELLEFRASIDIOSHO

Ma fa ‘n po’ come cazzo te pare, l’intervista a Federico Palmaroli

“#LE PIÙ BELLE FRASI DI OSHO” - Ma fa ‘n po’ come cazzo te pare

Valeria Merlini

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Osho Rajneesh è stato un filosofo, leader carismatico e maestro spirituale indiano fra i più influenti e conosciuti del Ventesimo secolo. Grazie ai suoi insegnamenti che enfatizzavano la centralità dell'amore, della meditazione, dell'umorismo e di una ludica celebrazione dell'esistenza ha conquistato adepti in tutto il mondo. Ma… se fosse nato a Roma?

La risposta se l'è data Federico Palmaroli dando vita a una tra le più celebri e seguite pagine di Facebook: “Le più belle frasi di Osho. Con oltre 300.000 like sulla sua pagina si sono poi aggiunti Instagram, poi Twitter.

Oggi quella pagina è diventata un libro: #LEPIÙBELLEFRASIDIOSHO, Ma fa ‘n po’ come cazzo te pare (Magic Press), una raccolta dei fotomontaggi più divertenti e virali che, partendo dai pensieri del “vero” Osho, vengono declinati in motti di saggezza popolare illustrati.

Per farlo utilizza il dialetto della sua città, Roma, sincretizzando un vernacolo che si innesta in un immaginario collettivo composto da modi di dire, massime, esclamazioni e aforismi perfettamente adattati alle reali pose fotografiche assunte dal guru Osho. In tutti gli aforismi c’è nascosta una grande (e misurata) verità; per questo l’autore ha inserito nel libro le parole autentiche del mistico indiano, creando un contrappunto ironico tra la spiritualità del Maestro e la genuina saggezza di alcune espressioni dialettali.

Incontro Federico e non posso esimermi dal togliermi qualche curiosità.

Perché?
Perché quando ti scappa un'idea, le devi dare la giusta collocazione...non te la poi fa' addosso.

Qual è stato il primo passo che hai mosso verso Osho?
Il primo passo è stato quello di chi si avvicina a qualcuno di cui percepisce una spiritualità tale da poter diventare immediatamente sostanza di un'efficacissima ironia. Non conoscevo Osho, ma grazie alle condivisioni dei suoi pensieri su facebook, ho capito che era il personaggio giusto per cambiare la prospettiva di un dogma.

Quando e come ti si è accesa la lampadina?
Avevo già in mente questo gioco di contrasti tra comuni modi di dire e la loro associazione a figure di rilievo spirituale. Ho visto che esisteva una pagina facebook, che si chiama come la mia ma che raccoglie veri contenuti di Osho (che adesso tra l'altro mi sembra non esista più), e mi faceva sorridere l'idea che una frase come "Quanno c'hai sete l'acqua è la mejo cosa" venisse seguita dalla firma "Le più belle frasi di Osho". Quindi volevo fare all'inizio una sorta di parodia di quella pagina. Poi ho pensato che fosse più efficace l'elemento fotografico associato a quelle frasi, immaginando di utilizzare sempre la stessa foto, senza dover necessariamente "sincronizzare" una posa con quanto avrei scritto sopra l'immagine. Poi ho scoperto un mondo di scatti fotografici e allora ho capito che era possibile declinare ogni posa e situazione immortalata rappresentando all'interno delle vignette aspetti di vita quotidiana di ciascuno di noi.

Sei arrivato prima tu o "Se i quadri potessero parlare"?
E' arrivata molto prima di me quella pagina, e in fondo il meccanismo è simile. Posso però dire che la mia rispetto a quella è più un simbolo di romanità, non fosse altro perchè io sono di Roma. E poi ho scelto la strada più difficile...perchè di foto di Osho non ce ne sono tante quanti sono tutti i quadri dipinti nella storia dell'umanità. Quindi il materiale è sicuramente più limitato.

Sei più irriverente o ironico?
Penso che l'irriverenza sia una delle forme attraverso le quali si possa esprimere l'ironia. A me piace definirmi iconoclasta, ma con l'unico scopo di far sorridere.

Se Osho ti leggesse direbbe che…
"Ma 'n te potevi fa' li cazzi tua?"

#LEPIÙBELLEFRASIDIOSHO - Ma fa ‘n po’ come cazzo te pare
di Federico Palmaroli
Magic Press, 2016

© Riproduzione Riservata

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