Lenzi e Cardoselli, L'ecosistema non è acqua
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Lenzi e Cardoselli, L’ecosistema non è acqua

Storie di disastri ecologici, da Orbetello al nostro futuro post apocalittico

Nell’estate del 2015, presso la laguna di Orbetello, in Toscana, si è verificato uno dei disastri ecologici più spaventosi degli ultimi anni, non tanto per le conseguenze (tutto sommato di moderata entità) quanto per le modalità. Nel giro di poche ore, improvvisamente, i pesci della laguna cominciarono a morire a migliaia, e dopo appena tre giorni le rive erano già ingombre di più di duecento tonnellate di pesce in decomposizione. Per le comunità di pescatori si trattò di un danno di oltre dieci milioni di euro, ma quello che più colpì la popolazione locale fu il mistero di quella moria. Com’è possibile che all’improvviso milioni e milioni di pesci muoiano per asfissia nel proprio ambiente naturale? La risposta è in un libretto edito da effequ, L’ecosistema non è acqua, scritto e disegnato a quattro mani da Mauro Lenzi e Stefano Cardoselli, un esperimento inedito che prova ad accostare saggistica e fumetto.

La scienza
La prima metà del libro è affidata alla penna di Mauro Lenzi, scienziato e direttore del laboratorio di ecologia della laguna di Orbetello, una delle persone che nei giorni drammatici dell’estate 2015 hanno dovuto prendere quei provvedimenti che in pochi minuti hanno cambiato la vita di un ecosistema e l’economia di un’intera comunità. L’esposizione di Lenzi parte dall’infinitamente grande, ovvero dai cambiamenti prodotti dal riscaldamento globale, per arrivare all’infinitamente piccolo, ovvero la misteriosa strage ittica di Orbetello. Non si è trattato insomma di un disastro dovuto all’inquinamento delle acque provocato dall’uomo, ma di una conseguenza diretta e inequivocabile dell’alterazione di quei delicati equilibri meteorologici sui quali si regge la vita di un ecosistema. Questa almeno la causa principale, a cui vanno ad aggiungersi una serie di errori commessi in fase di gestione dell’emergenza. Il saggio di Lenzi analizza con precisione scientifica (a volte persino troppa) il procedere di quel disastro, prendendolo a esempio delle trasformazioni tragiche che potrebbero presto interessare il nostro pianeta su una scala molto più vasta.

Dead Lagoon
Punta tutto sulla piacevolezza della lettura invece la seconda metà del libro, quella che ospita la graphic novel di Stefano Cardoselli, fumettista underground di ascendenze metallare. Nella sua interpretazione futuristica, l’umanità non ha ascoltato i campanelli d’allarme del nostro tempo procedendo su una strada che l’ha condotta al disastro ecologico irreversibile. La laguna di Orbetello è ormai ridotta a un acquitrino postapocalittico, infestato da fenicotteri da battaglia e nutrie atomiche, betoniere volanti e zanzare giganti. Ed è in questo scenario di desolazione e morte che si muove il nostro eroe, fra bande armate di ogni fazione e poteri forti di stampo dittatoriale. Al suo destino è appesa l’ultima speranza di vita della laguna. Una distopia corsara, grottesca, divertente ed eccessiva.

Un esperimento interessante questo dell’editrice effequ, capace di mescolare la parola algida della scienza al tratto incandescente del fumetto underground, spingendo all’estremo il contrasto fra l’implacabilità della riflessione tecnica e l’anarchia distopica di un tratto ribelle.   

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