Leggere un libro come un giornale? Da oggi si può, arrivano i Ro. Ro. Ro. di Clichy

Joseph Roth, Conrad, Stevenson: grandi autori in prima pagina, ad appena un euro

Giulio Passerini

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In tempi di crisi, gli editori le stanno provando tutte per portare i lettori in libreria: sconti di ogni tipo, classici a pochi centesimi di euro, ebook in regalo con la copia cartacea, ma ancora nessuno aveva provato a vendere libri come fossero giornali come fa l’editore Clichy con i suoi Ro. Ro. Ro .

I primi a stampare interi romanzi in rotativa furono Ernst e Heinrich Rowohlt, padre e figlio, nel secondo dopoguerra. All’indomani del conflitto mondiale la Germania era un paese in ginocchio con un tessuto industriale ridotto ai minimi termini e la popolazione alla fame. Come fare allora per rendere accessibili a chi potesse investire solo pochi spiccioli i grandi classici della letteratura? Con i lettori tedeschi a caccia di intrattenimento a basso costo e le rotative del paese affamate di carta (duramente razionata per l’editoria libraria, meno per quella giornalistica), ai Rowohlt bastò fare due più due e Conrad finì in prima pagina.

Le edicole tedesche si riempirono dei loro romanzi in versione quotidiano, al costo di un marco. Colonne su colonne di testo riempite delle parole di alcuni fra i più grandi scrittori della letteratura mondiale come Conrad, Balzac, Dostoevskij e Tolstoj: fu un successo. Oggi i Ro. Ro. Ro. (Rowohlt-Rotations-Roman, cioè “romanzo in rotativa Rowohlt”) tornano in libreria per Clichy, editore fenice che risorge dalle ceneri di Barbés: grandi opere della letteratura in formato quotidiano, ad appena un euro.

Ce n’è per tutti i gusti: Stevenson, Joseph Roth, Conrad, per quanto non possiamo negare che sia una strana sensazione quella di leggere pagine immortali su carta buona per incartare le olive il giorno dopo dal pizzicagnolo. Di questi tempi, tuttavia, è un mercato da non sottovalutare: in certi quartieri alla moda delle grandi città pare che hipster e intellettuali pretendano già carta di Ro. Ro. Ro. per i loro fish‘n’ chips biologici.

D’altro canto non si può fare a meno di pensare ai fiumi di inchiostro assorbiti quotidianamente dalle parole mortalissime che raccontano i fatti del giorno: se le Notti bianche di Dostoevskij possono tranquillamente essere ospitate su un’edizione (smilza) del Foglio, provate a pensare quanti Delitti e quanti Castighi vengono stampati ogni giorno sulle pagine di Repubblica o del Corriere. Un capolavoro russo al dì, con l’aspettativa di vita di una farfalla e l’obbligo della verità: se Dostoevskij lo avesse saputo, non avrebbe fatto tante storie per i contratti capestro che lo costrinsero a sfornare un libro dietro l’altro per tutta la vita.

Insomma, chi l’avrebbe detto che negli anni Duemila i baffoni di Mark Twain si sarebbero conquistati l’onore della prima pagina?

@giuliopasserini

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