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'Le donne di troppo' di George Gissing, un capolavoro ritrovato

Un caso editoriale di fine Ottocento racconta le prime lotte delle donne nell'età vittoriana

George Gissing, Le donne di troppo

Antonella Sbriccoli

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C'è stato un tempo, in Europa, in cui le donne erano "di troppo". Più numerose degli uomini, se non nascevano ricche, o non potevano ambire a lavori che consentissero loro di essere economicamente indipendenti, non avevano alternative: o si sposavano, o morivano. Succedeva poco più di 100 anni fa.

Alla fine del XIX secolo, in Inghilterra, milioni di donne sono state condannate a una vita di disperazione, costrette a rifugiarsi nell'alcolismo - per contrastare la solitudine -, o a prostituirsi - per tirare avanti. A tentare di salvarle da "questa storia di disprezzo e debolezza" erano le più progressiste tra loro, non ancora femministe tout court, ma impegnate, con il loro esempio, a reinventare da sole il genere femminile.

Dopo qualche anno di silenzio, la casa editrice La Tartaruga è tornata in libreria con un romanzo finora inedito in Italia che racconta la loro storia, Le donne di troppo. L'autore è George Gissing, contemporaneo ingiustamente dimenticato di Hardy, Dickens e Wilde. Merita davvero di essere letto, perché descrive l’universo femminile dell’età vittoriana in modo sorprendente. La sua scrittura piana, a volte arrabbiata, in anticipo sui tempi, traccia  la vita di un gruppo di donne nella Londra del 1890. Ci sono le tre sorelle Madden, mediamente colte, ma incapaci di guardare oltre il traguardo del matrimonio, e due "proto" femministe, decise a mettere in campo tutta "la gioia del progredire e la gloria della conquista" per condurre le donne più deboli sulla via dell'indipendenza economica e psicologica.

Attraverso le loro storie, Gissing prende posizioni attualissime, quasi sovversive per la sua epoca, sul matrimonio e sul divorzio, riuscendo a coinvolgere il lettore nei lunghi e rivelatori dialoghi tra i protagonisti. Scopriamo così Rodha Nunn, una donna indipendente e single per scelta, che entra in conflitto con i propri ideali a causa delle attenzioni di un uomo attratto da donne emancipate, ma il cui scopo è comunque di dominarle; e Monica Madden, sposata per sua scelta a un uomo buono, ma inetto, che si scopre incapace di piegarsi ai voleri del marito, con conseguenze funeste per lei e il suo matrimonio. Ritratti sfaccettati e coinvolgenti, che si esprimono con frasi come queste:

"Una donna con un po' di cervello e forza di carattere può sperare di distinguersi nel più grande movimento dei nostri tempi: quello dell'emancipazione femminile. Ma cosa può fare un uomo, se non è un genio assoluto?"

[...]

"Hai ragione. Al giorno d'oggi è meglio essere donna. Noi abbiamo la gioia di poter progredire, la gloria della conquista. Gli uomini possono pensare solo alla crescita materiale. Ma noi... noi vinciamo gli spiriti, propaghiamo un nuovo credo, purifichiamo il mondo!"

[...]

"Non mi interessa neppure quali saranno gli esiti della nostra invasione, a patto che riesca a rendere le donne forti, responsabili e indipendenti senza vergogna! Il mondo deve aprire gli occhi su ciò che è nell'interesse di tutti".

Un classico affascinante e di grande interesse, che esplora le avvisaglie della nascente emancipazione femminile e critica i difetti della sua epoca con contenuti attuali ancora oggi.


George Gissing,

Le donne di troppo

Edizioni La Tartaruga, 2017

476 p. 

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