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L'amore ai tempi dell'apocalisse. I racconti di 22 scrittori

Visioni avveniristiche e istantanee dal passato definiscono le relazioni umane. Un'antologia curata da Paolo Zardi

galaad

Micol De Pas

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Bisogna partire dal titolo: L'amore ai tempi dell'apocalisse. Perché è impegnativo: prima di tutto, richiama subito quel celeberrimo L'amore ai tempi del colera che Gabriel Garcia Marquez ci ha regalato un po' di tempo fa. E poi, lascia il lettore in sospeso: se la definizione di amore passa in secondo piano per lasciare spazio a quella di apocalisse, poi torna prepotentemente alla ribalta, chiedendo spiegazioni.

Così comincia l'avventura di questo libro a cura di Paolo Zardi, che accosta 22 diversi autori per rispondere alla duplice domanda inclusa nel titolo. E le risposte, come si dichiara già in copertina, si trovano in questi "Racconti da un futuro prossimo".

Scordatevi le soluzioni pronto-uso: non le troverete. Ma scoprirete che l'apocalisse è oggi, il presente, apocalittico nel suo essere inquieto, confuso, desertificato e a volte addirittura post atomico. In questo scenario, si parla di amore, nel senso più ampio si possa immaginare, quello con la A maiuscola e quello più profano, ma sempre inteso come strada possibile per sopportare l'insopportabile. Il compito che si sono dati gli autori è arduo, in effetti. Un assaggio in tre racconti (che vale la pena leggere).

- "Un breve frammento nella storia di N" di Nicola Mannuppelli. C'è chi per amore inventa città su misura, dove scrivere romanzi. E allora: "Proviamo a immaginarla questa città. Da quel poco che sa di lui, è sicura che la vorrebbe piena di luci, una specie di albero di Natale enorme, liquefatto nella notte. L’aria dovrebbe essere sempre fresca, quel tipo di aria frizzante che ti fa pensare alle speranze o che è capace di far sembrare dolce la disperazione. Questa sarebbe la città ideale per lui", si legge all'inizio del racconto. Poi tutto si srotola in un rapporto acerbo tra due persone che si conoscono appena. Le atmosfere facilmente raggiungibili (se si accede all'immaginario cinematografico che narra l'America più critica e colta) si intrecciano con gli stati d'animo, i pensieri e i sentimenti dei due personaggi. Un tuffo, che si conclude, grazie a qualche bicchiere di vino in più, nel sentire più profondo. Che si chiami amore, non si sa. Ma è il sentimento dei sentimenti.

- "Kairos" di Francesca Bonafini. Il triangolo più classico, lui, lei, l'altro. Ma raccontato dal punto di vista dell'altro, che osserva lei, Mariella, con il marito non amato. I due sono complici, probabilmente già amanti ed esercitano l'arte dell'attesa, in nome di quanto i greci chiamavano Kairos, il momento opportuno. Ma poi. Ma poi l'attesa prevale sull'azione così il protagonista lamenta di averlo perso, il kairos, di non averlo saputo cogliere. E sprofonda, con la sua amata Mariella, nell'apocalisse, nella fine del mondo: divisa dell'esercito austungarico, fronte Orientale. La prima guerra mondiale è lo sfondo di un amore affogato nella nostalgia, che si conclude nel fango di una trincea: "Adesso la mia divisa di soldato triestino austroungarico è consumata, così le mie scarpe, così i miei giorni. Della divisa non m’importa, ci sputo. E nemmeno delle scarpe, e dei geloni ai piedi, e della fame, e del frastuono dell’artiglieria che mi ha fatto sordo. Ma i giorni, quelli li avrei voluti conservare per te, Mariella".

- "Il dopo è già qui" di Federica De Paolis. Il racconto si apre con una citazione di Cormac McCarthy. E in effetti sembra andare in quella direzione la narrazione di De Paolis che inscena una storia di sesso tra una donna matura e un ragazzo molto giovane. Un matrimonio, un divorzio, una storia lunga e poi le cene bio davanti alle serie tv, le uscite con le amiche e l'impegno professionale come fisioterapista sono gli elementi dell'universo di lei. Lui è il figlio della portinaia, cresciuto sulla porta del palazzo, tra mille sigarette che hanno accompagnato la sua adolescenza. Per una serie di fatti, tra i due nasce una storia intensa quanto ambigua: per lei, lui è bellissimo, è uomo e bambino. Marito e figlio. Non sa decidersi: "Dalla vita in su si rapporta a lui curandosene come fosse il suo cucciolo, sotto è una ragazzina anche lei o una vecchia che vorrebbe essere fottuta a dovere. Si è trasformata in una specie di Minotauro, uno splendido essere mitologico. Si sente bene in quell’appartamento oscuro che ha tirato le tende sulla vita, percepisce che il pulviscolo dell’esistenza è nella relazione con Cristian". Ecco, il dopo. Che è il presente.

L'amore ai tempi dell'apocalisse, a cura di Paolo Zardi, Galaad edizioni, pp.300, euro 15

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