La seconda vita del signor Borg

Bestseller assoluto in Svezia, un romanzo sul cambiare vita e aspettative anche passata la boa dei 50 anni. Senza cambiare la squadra del cuore  

Un dettaglio della copertina del romanzo scritto dal giornalista Mikale Bergstrand, che ha vissuto diversi anni in India in qualità di inviato. (Credits: Piemme)

Paolo Corio

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Göran Borg afferma con orgoglio di aver fatto una lunga intervista a Zlatan Ibrahimovic poi pubblicata da una nota rivista patinata, ma se lo interpellate al proposito il bomber del Psg smentirà categoricamente. Tuttavia Ibra potrebbe anche stupirvi dicendo di conoscere invece il giornalista Mikale Bergstrand, diventato famoso in Svezia grazie al bestseller "La seconda vita del signor Borg", proposto ora in Italia da Piemme. 

Il protagonista è appunto Göran Borg: 52 anni, due figli, un'ex moglie che è ancora un'idea fissa in testa e un lavoro da copywriter perduto per colpa... delle troppe ore passate in ufficio sul blog del Malmö FF. Attenzione, però: il calcio domina la scena solo all'inizio (e per certi versi alla fine) della storia, quando Göran - sprofondato nel divano del suo appartamento da single a ingurgitare barattoli su barattoli di un ipercalorico gelato americano - medita sull'ennesima disavventura mentre guarda una partita di Bundesliga dopo l'altra "perché", parole sue, "c'è comunque qualcosa di forte e di edificante nel calcio tedesco". 

Dopo di che, la svolta: convinto da Erik, suo migliore amico, impenitente donnaiolo e truffaldina guida turistica, a stravolgere le sue abitudini stanziali e partire per un viaggio in India, il signor Borg inizia appunto la sua seconda vita. Un tempo supplementare - giusto per non dimenticare del tutto il calcio - che trascina Göran (e il lettore) alla scoperta di una città, Nuova Delhi, che l'autore conosce bene per averci vissuto diversi anni da inviato. 

Un'India metropolitana, perfetto mix di tradizione e piaceri occidentali (a partire dal salone di bellezza diretto da un'affascinante quarantenne), in cui si immerge pagina dopo pagina il sempre più intraprendente e intrepido Göran con l'aiuto di Yogi, commerciante di tessuti e tra le figure meglio riuscite di un romanzo a tratti surreale. Che per questo, oltre che per l'inseguimento del sogno di dare una scossa alla propria vita spezzando la routine degli "anta", ricorda quelli di un altro autore scandinavo dal grande successo di pubblico: il finlandese Arto Paasilinna de "L'anno della lepre" e "Il migliore amico dell'orso". 

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