‘La morte di Balzac’, la fine di un grande scrittore

Torna finalmente alla luce il romanzo che racconta le sue ultime ore di vita

Un ritratto di Honoré de Balzac

Un ritratto di Honoré de Balzac – Credits: Immagine di pubblico dominio

Filippo Ferrari

-

Nel 1907, quando Octave Mirabeau tentò di dare alle stampe La morte di Balzac, in cui ricostruiva gli ultimi giorni di vita dello scrittore, la censura riuscì a impedire la pubblicazione del romanzo, reo di esporre al pubblico ludibrio le magagne di una delle glorie nazionali di Francia. In seguito a questi eventi il manoscritto cadde nell’oblio per quasi cento anni, per poi essere pubblicato in patria soltanto nel 1989. Di questo libro è da poco uscita la prima edizione italiana, a cura della casa editrice Skira.

Il romanzo racconta con uno stile ruvido e aspro l’agonia del grande Honoré de Balzac, consumato dalla peritonite e destinato a spegnersi in completa miseria e solitudine, abbandonato perfino dalla moglie. Mirabeau traccia dunque il ritratto di un uomo sconfitto: col passar degli anni lo scrittore aveva infatti dissipato tutte le sue sostanze a causa di uno stile di vita ben al di sopra delle proprie possibilità, e di conseguenza aveva deciso di sposare la rampolla di una nobile famiglia polacca, nota nel racconto come Madame Hanska, al solo scopo di risanare le sue finanze.

Ma il patrimonio della donna si rivelò insufficiente a far fronte alla catastrofica situazione economica dello scrittore. Il matrimonio entrò ben presto in crisi e Madame Hanska finì con l’abbandonare il marito per un artista dilettante, tale Jean Gigoux. Ironia della sorte, sarà proprio lui il testimone oculare che offrirà a Mirabeau il materiale per la stesura del suo libro, in un coup de théatre che forse nemmeno il genio della Comédie humaine avrebbe mai saputo inventare.

© Riproduzione Riservata

Commenti