"La misura della felicità", un romanzo sui libri

Esce in Italia il libro di Zabrielle Zevin, diventato un culto oltreoceano. Racconta di un libraio stanco che ritrova l'amore per la vita e per i libri

Un immagine tratta dal booktrailer de "La misura della felicità" – Credits: Casa Editrice Nord

Martino De Mori

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Il Washington Post lo ha definito “un romanzo meraviglioso, che guarda con ottimismo al futuro dei libri, delle librerie e di chi non può fare a meno di entrambe”. Al di là delle frasi da quarta di copertina, La misura della felicità di Gabrielle Zevin, in Italia dal 19 giugno per Casa Editrice Nord, sta diventando un caso letterario di successo, che verrà tradotto in 31 lingue.

Il romanzo segue il filone di Firmin e Storie di una ladra di libri , ovvero quei 'libri sui libri' che sanno creare un'atmosfera nostalgica che colpisce nel segno il pubblico degli amanti della letteratura e del libro come oggetto di culto.

Qui si parla di A.J. Fikry, che dopo la morte della moglie è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. A.J. disprezza i libri che vende, finché una sera, rientrando in libreria, trova una bambina, di nome Maya, che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia. Il libraio si accorgerà che si tratta di una bambina speciale, che gli cambia la vita e gli farà riscoprire il gusto per i libri e per il suo lavoro.
Ogni capitolo si apre con una scheda in cui il protagonista racconta e commenta importanti opere letterarie presenti nel suo negozio, per trasmetterle alla piccola Maya.

 

L'autrice non è una novellina: scrive romanzi e sceneggiature da anni e nel 2006 un suo script è diventato film di successo, Conversations with Other Women, con Aaron Eckhart e Helena Bonham Carter. Scritto con grazia e astuzia, La misura della felicità è entrato nella classifica del New York Times grazie al passaparola dei lettori e non si è più fermato.

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