"La mia Istanbul", viaggio alla scoperta della capitale turca

Francesca Pacini racconta il suo amore per la grande città in un appassionato libro a metà fra reportage e guida

la-mia-istanbul

Un particolare della copertina di La mia Istanbul, di Francesca Pacini – Credits: Ponte Sisto Edizioni

Andrea Bressa

-

Non si tratta di un romanzo, ma lo stile appassionato e le immagini restituite attraverso un racconto dolce e sentito rendono La mia Istanbul di Francesca Pacini (Ponte Sisto Edizioni) un resoconto di viaggio capace di rapire.

È un viaggio verso la Turchia, recentemente protagonista di una pagina importante nella lotta contro gli autoritarismi . L’autrice parla del suo amore per la capitale turca, terra di passaggio e di incontro tra l’Oriente e l’Occidente, due mondi che “sono anche luoghi dentro di noi, rappresentano metafore audaci in cui la complessità del reale ci sfida, invitandoci a mettere in discussione le convinzioni nelle quali siamo rinchiusi”.

Una città di opposti che ha affascinato Francesca Pacini, che in solitaria l’ha più volte visitata, viaggiando non solo in senso geografico, ma anche lungo un percorso esistenziale.

Tra le pagine di La mia Istanbul si ritrova il fascino delle donne turche, anch’esse riflesso dell’ambivalenza che la metropoli sembra dare a ogni cosa: “Il femminile si incontra e rimbalza fra echi contemporanei e passati, fra donne sfacciate e altre che camminano quasi invisibili, sfiorando appena la terra”.

Lo sguardo attento della Pacini arriva all’interno delle moschee, dove la preghiera diventa il portale tra la terra e il cielo, tra l’uomo e il divino. Affascinanti e non scontate appaiono le riflessioni sull’essere musulmani e, in maggior misura, sull'essere donna e musulmana. E lo sono ancora di più perché fatte da una donna occidentale, partita con un bagaglio culturale così lontano, che si arricchisce nel tempo di sempre nuove e diverse prospettive.

La mia Istanbul è un appassionato reportage, ma può tranquillamente essere considerato anche come un utile manuale per chi volesse visitare la città sul Bosforo. Ogni capitolo assume il ruolo di guida, redatta con occhio ispirato, capace di cogliere significati e messaggi da un’altra cultura, anche laddove il pregiudizio talvolta sembra alzare alte barriere.

Il libro è corredato da una serie di fotografie che restituiscono la stessa atmosfera creata dalle parole di Francesca Pacini. E in chiusura, un capitolo è inoltre dedicato ai “Consigli dal taccuino personale”, una lista di locali, caffè, ristoranti e hamam da visitare assolutamente.

© Riproduzione Riservata

Commenti