Libri

"La lettera che non ti ho mai scritto" diventa best seller

Barbara Cappi spiega il successo del programma "C'è posta per te" e il romanzo che ne è nato, ora in testa alle classifiche

barbara-cappi

Martina Marino

-

Questa è la storia di un regalo…  di un matrimonio interrotto… di una famiglia… di un padre..  di un amore contrastato… 

Sono solo alcuni degli incipit usati da Maria De Filippi per raccontare i piccoli e grandi drammi che, sabato dopo sabato, si sono avvicendati dietro la “busta” di “C’è posta per te”, il people show più famoso d’Italia, che anche quest’anno ha chiuso i battenti della diciannovesima edizione registrando numeri da capogiro.

Una media stagionale che supera il 25% di share, 10 vittorie su 10 contro la concorrenza, per non parlare delle migliaia di fazzoletti consumati sui divani degli italiani e le oltre 16mila lettere arrivate solo nei mesi di messa in onda.

Numeri, a cui ora si affiancano le 200 pagine del primo libro di “C’è posta per te” pubblicato da Mondadori e scritto da una delle autrici del programma, Barbara Cappi.

Un libro che già nel titolo, “La lettera che non ti ho mai scritto”, racchiude l’essenza del serale di Canale 5.

Quante sono le persone che si rivolgono a voi, proprio perché non hanno mai trovato il coraggio di scrivere quella lettera?

Dopo tanti anni, oramai, C’è Posta Per Te è l’amico, il confidente per chiunque abbia un nodo sentimentale che gli strizza il cuore e non supera il pudore del confronto tra le mura di casa propria. Non c’è una categoria specifica, non c’è distinzione di sesso, di età e tantomeno di estrazione sociale. C’è il mondo che entra dentro quello studiolo e si siede sul pouf più famoso d’Italia.

Ad intessere e intrecciare la trama del libro c’è il personaggio di Anna, una sarta del programma, che si nutre da anni della vita degli altri, forse per non pensare troppo alla propria. Anna, in qualche modo, è la spettatrice che è in ognuno di noi… riuscirà ad aprire la “sua” busta?

Anna dice sempre ai suoi colleghi che se mai qualcuno chiamasse per lei, seduta davanti alla busta non ci si metterebbe mai. Lo dice anche perché sa che non corre pericolo: Anna è una donna sola e fa di tutto per non cambiare status! Una donna che fa di tutto per essere invisibile, per non allacciare amicizie, per non regalarsi una vita sentimentale. Ha paura di essere felice, sente di non meritarsi nulla dalla vita tantomeno l’amore degli altri. Ha un senso di colpa che le ha cristallizzato il cuore. Un segreto che ha cucito stretto come la migliore delle pinces. Ma si sa, i fili col tempo si allentano…

C’è posta per te, ogni sabato sera, riesce a tenere incollati milioni di telespettatori solo grazie ai sentimenti. Lei nel libro usa la definizione “messa cantata” e, in effetti, gli elementi della liturgia ci sono tutti…

Una messa pagana, certo, nel senso di riunione di anime in ascolto. Il problema di cui si dibatte in centro palco riguarda tutti, nessuno escluso. La vita degli altri riguarda inevitabilmente anche la nostra, fa da eco a tutte le nostre beghe sentimentali. E’ un ritiro, una sorta di gruppo d’ascolto. Si viene accolti con le proprie colpe, si chiedono assoluzioni pubbliche, si mondano i proprio peccati. Con la speranza che avvenga il miracolo, che si apra la busta, che si torni a vivere la propria storia meno soli. E senza più quel senso di colpa che strazia l’anima, proprio come succede ad Anna, sartina devota e – allo sguardo dei più – anche senza speranza. Ma si sa, la speranza… è ultima a morire.

 

© Riproduzione Riservata

Commenti