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'La guerra dei sessi' di Paul Seabright

Come conflitto e cooperazione hanno plasmato uomini e donne dalla preistoria ai giorni d’oggi

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Valeria Merlini

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Fermiamoci un attimo a riflettere (basterebbe anche girare lo sguardo attorno alla nostra quotidianità): chi sono le donne realmente al potere, quali delle nostre amiche rivestono veramente ruoli del tutto paragonabili a quello degli uomini?
Poche.
Basti pensare che in Gran Bretagna (ne parlo solo perché l’autore del libro in questione è di lingua inglese) nella metà delle aziende top 19 dirigenti su 20 sono uomini, e così sono due manager su tre. Le donne sono brave nel volo, ma il 99% dei piloti sono uomini. Le donne con qualifiche pari devono lavorare sei ore per ottenere ciò che un uomo guadagnerà in cinque, e ancora corrono un rischio maggiore di perdere il lavoro. Sleale o cos’altro?

Come innumerevoli canzoni d'amore, film, e libri di self-help attestano, uomini e donne hanno cercato a lungo cose diverse. Il risultato? Il conflitto apparentemente inevitabile. Eppure noi apparteniamo alla specie più cooperativa del pianeta. Non esiste quindi un modo in cui possiamo utilizzare questa capacità per raggiungere una maggiore armonia e la parità tra i sessi? In La guerra dei sessi (edizioni dell’Altana), Paul Seabright sostiene che esiste, ma che prima dobbiamo capire come si è sviluppata la tensione tra conflitto e cooperazione nel nostro passato evolutivo, come si forma il mondo moderno, e come ci tiene ancora indietro, sia a casa e al lavoro.

Il libro di Seabright è diviso in due parti principali; i primi capitoli sono dedicati al nostro passato evolutivo, e cercano di svelare le forze che guidano il conflitto e la cooperazione tra i sessi per approfondire la nostra natura biologica. La seconda parte del libro cerca di spiegare la disuguaglianza di genere (in particolare, la disuguaglianza economica) in questo momento storico.

Il punto principale che viene illustrato nella prima parte del libro è che gli esseri umani devono essere nati prematuramente. Una implicazione diretta di questo è la dipendenza infantile tra le più lunghe all’interno di tutte le specie animali. L'impotenza dei neonati umani richiede pertanto un investimento materno molto intenso, che costituisce in sostanza l'inizio di un “contratto sociale” tra uomini e donne.

Per meglio chiarire, i costi e i benefici associati a tale contratto sono fondamentalmente diversi per uomini e donne. In un mondo senza contraccezione, le donne dovevano essere estremamente selettive nella scelta dell’uomo con cui accoppiarsi. Questa tensione naturale ha creato un ambiente in cui ogni partito cerca di contrattarsi e commercializzarsi come l'opzione più attraente e desiderabile disponibile.
Ovviamente questa spiegazione di Seabright deromanticizza la natura dei rapporti uomo-donna. Tuttavia, la prima parte del libro offre un resoconto sorprendente delle nostre radici evolutive.

La seconda parte è costituita principalmente da teorie piuttosto speculative (ma certamente interessanti) proposte da Seabright che tentano di spiegare alcune delle attuali disuguaglianze economiche tra uomini e donne.
La prima teoria si basa sulle preferenze asimmetriche tra uomini e donne. Ad esempio, le donne potrebbero semplicemente preferire non occuparsi di certi lavori o preferiscono avere / crescere i figli nel corso di una carriera accelerata. Seabright sostiene che tali differenze nelle preferenze possono però essere costose. Tanto che le donne sembrano pagare un prezzo maggiore pur optando per interruzioni di carriera. La seconda spiegazione ha a che fare con le differenze nelle strategie professionali, dove gli uomini sembrano beneficiare più delle donne delle loro scelte, soprattutto quando gli uomini tendono a perseguire una serie di obiettivi meno diversificata che rende così più facile segnalare il loro talento e le conseguenti motivazioni a potenziali datori di lavoro.

Sebbene molte delle teorie fornite possano davvero sembrare solo causali in natura, ciò tuttavia non impedisce a Seabright di proporre alcuni suggerimenti, come ad esempio il congedo di paternità anche per gli uomini come mezzo per affrontare la disuguaglianza di genere.

Insomma, La guerra dei sessi è il libro che ci fa comprendere anche l’eterno incomprensibile.


La guerra dei sessi
di Paul Seabright
edizioni dell’Altana, 2015
(288 pagine)
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