John Lennon, le lettere inedite

A 50 anni da "Love Me Do" e nel giorno in cui John avrebbe compiuto 72 anni escono in contemporanea mondiale. In Italia da Mondadori

John Lennon, Lettera a Cynthia, Natale 1958. Credits Mondadori

Antonella Sbriccoli

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Se fosse ancora vivo forse oggi John Lennon avrebbe un blog. La sua scrittura, sempre intima e diretta, spesso accompagnata da quelli che Yoko Ono definisce "disegnini serpeggianti", si sarebbe trovata perfettamente a proprio agio in Rete.

E' l'impressione che si ha leggendo queste Lettere , pubblicate in contemporanea mondiale il 9 ottobre, giorno in cui Lennon avrebbe compiuto 72 anni. Duecentottantecinque scritti, intesi nel senso più ampio del termine: autografi, biglietti di auguri, schizzi, poesie, liste della spesa, telegrammi, raccolti in ordine cronologico e commentati da Hunter Davies, uno dei più completi conoscitori del mondo dei Beatles, l'unico ad aver realizzato una biografia ufficiale della band e ad averne seguito la storia da quando i Fab Four erano ancora i Querryman .

Davies accarezzava da tempo l’idea di pubblicare gli scritti inediti di Lennon, ma soltanto nel 2010 ha avuto l’autorizzazione a procedere da Yoko Ono, detentrice dei diritti delle opere. Ha cercato minuziosamente i testi inediti di John tra parenti, amici, collezionisti di tutto il mondo e via web con un appello che risale a più di un anno fa. La sua dettagliata conoscenza dei ragazzi di Liverpool gli ha permesso di amalgamare questi frammenti in ordine cronologico e di dividerli in capitoli. Ventitré parti, ognuna fornita di una ricca introduzione che racconta la storia dei Beatles e poi entra nei meandri di quella di John, dall'infanzia fino a quel terribile 8 dicembre 1980, quando fu ucciso davanti all'ingresso della sua abitazione a New York.

John scriveva quasi esclusivamente a mano su qualunque cosa gli capitasse: cartoline, fogli di carta, biglietti. Era bravo con le vignette, spesso caustico nei suoi giudizi e sempre schietto. Le sue lettere erano indirizzate a familiari, amici, ammiratori, estranei, giornali, organizzazioni, avvocati, lavanderie, insomma a chiunque verrebbe contattato via email o con una telefonata.

Leggere questi frammenti in successione restituisce un Lennon dalle mille sfaccettature e riserva qualche sorpresa anche ai fans più accaniti. Si passa dalla dolcezza e dalla poesia dei biglietti di ringraziamento inviati ai primi appassionati dei Beatles e delle lettere d'amore a Cynthia , la prima moglie, a parole rabbiose, come quelle contenute nel "Farneticamento di John"- così venne ribattezzata la lettera di Lennon a Paul McCartney che nel 1971 segnò la fine della loro amicizia. Le parole di John sono sagge, divertenti, folli, arrabbiate, militanti, a volte senza senso. Vi si respira l’aria degli anni Sessanta e Settanta, in cui sembrava possibile immaginare un futuro diverso e migliore.

Dai tempi di Amburgo all’esplosione della beatlemania, dal viaggio in India all'incontro con Yoko-Ono e al suo trasferimento a New York, dove inizia il periodo delle battaglie in nome di un mondo senza proprietà all'insegna di "Peace & Love". Seguono gli scritti più seri con la macchina da scrivere (nel 1974 John impara a dattilografare), gli anni segnati dall'arrivo del figlio Sean e dal Dakota Building. Fino alla composizione delle canzoni contenute in Double Fantasy e all'ultimo autografo, dedicato alla centralinista degli Studi della Record Plant in cui John si trovava l'8 dicembre 1980, prima di tornare verso casa. Con l'ultima parola che scrisse: Love.

John Lennon, Le lettere , Mondadori, 2012, 390 p.

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